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Edifici aperti, workshop, eventi nelle due grandi città italiane

Appuntamento a Roma a maggio con OpenHouse, a Milano con la Arch Week a giugno

di Paola Pierotti | pubblicato: 18/04/2017
Appuntamento a Roma a maggio con OpenHouse, a Milano con la Arch Week a giugno

Sarà online dal 20 aprile il programma della nuova edizione di Open House Roma: un weekend di opportunità per conoscere l’architettura contemporanea e non, della capitale. Nel weekend del 6 e 7 maggio si potrà entrare ad esempio a visitare il Palazzo Fao, progettato da Mario Ridolfi e Vittorio Cafiero per volere di Benito Mussolini. Si potrà salire nel punto più alto del Palazzo della Civiltà Italiana (ora Palazzo Fendi) o scoprire, con una visita guidata, la stazione San Giovanni della Metro C. L’iniziativa romana parte dal basso, da un’associazione che da anni propone questo format nelle grandi città del mondo, mentre a Milano si sono attivate le istituzioni. Ecco che Comune, Politecnico e Triennale hanno lanciano la prima edizione della Milano Arch Week.

A pochi giorni dalla design week che ha spalancato le porte del capoluogo lombardo al mondo, l’Amministrazione comunale - insieme al Rettore Ferruccio Resta, al Vice Presidente della Triennale di Milano Clarice Pecori Giraldi e all’architetto Stefano Boeri - ha svelato i dettagli dell’iniziativa che si terrà dal 12 al 18 giugno 2017 con eventi, incontri, performance, dialoghi, letture e discussioni pubbliche dedicate all’architettura e alle trasformazioni urbane. Un grande contenitore di iniziative, sotto la direzione artistica di Boeri, che avrà il suo fulcro nelle sale della Triennale di Milano e nel Teatro Burri nel Parco Sempione.

Milano Arch Week nasce come evoluzione del festival MI/ARCH, un’idea che il Politecnico di Milano ha sviluppato a partire dai festeggiamenti per il suo centocinquantenario nel 2013 e che in quattro edizioni ha permesso di accogliere a Milano architetti di fama internazionale, che stanno cambiando il volto delle città del mondo: da Rem Koolhaas, a Kazuyo Sejima, dalle Grafton Architects, a Peter Eisenman, da Daniel Libeskind a David Chipperfield, Cesar Pelli e Renzo Piano.

Ma dagli spazi del Politecnico, cuore pulsante del festival, sono passate anche le voci più interessanti dell’architettura milanese e italiana: da Cino Zucchi ad Andrea Branzi, da Alessandro Scandurra a Italo Rota oltre a una nuova generazione di architetti emergenti.

A Roma si scaldano i motori per la prossima edizione di Open House (prenotazioni dal 26 aprile), mentre Milano sceglie quest’altra formula per raccontare l’architettura, i suoi protagonisti e le visioni possibili. E’ facendo tesoro infatti dell’esperienza Mi/Arch che parte la prima edizione di Milano Arch Week ideata per chiamare - nei luoghi dell’architettura contemporanea - i grandi visionari dell’architettura mondiale, e per aprire gli spazi cittadini, gli studi, le redazioni, gli edifici, alla realizzazione di un evento diffuso, che evidenzi ancor più la realtà di Milano come città di riferimento per l’architettura internazionale. 

Già tra gli anni ‘30 e ‘70 del secolo scorso, Milano è stata una delle capitali mondiali dell’architettura. In quel periodo Milano fu capace di valorizzare le opere di architetti italiani straordinari come Giò Ponti, Emilio Lancia, Giovanni Muzio, Ignazio Gardella, Franco Albini, Vico Magistretti, Mario Asnago e Claudio Vender, Luigi Moretti, Aldo Rossi, Carlo Aymonino, solo per citarne alcuni, fino a diventare quel Museo a cielo aperto della migliore architettura urbana del ‘900.

Negli ultimi anni Milano è tornata ad essere un epicentro planetario dell’architettura e, anche grazie all’importante occasione di Expo 2015, la metropoli ha visto la nascita simultanea di nuovi edifici progettati dai grandi Maestri dell’architettura internazionale. "Milano Arch Week - spiegano i promotori - vuole aprirsi alla città, alle sue istituzioni culturali, alle altre sedi  universitarie e formative, al mondo dell’editoria e delle arti visive e plastiche. Ma anche ai quartieri e ai Municipi e alle loro istituzioni e associazioni di base, perché l’architettura deve sempre essere anche una grande scenografia popolare, esposta a tutti e dunque patrimonio di tutti. Attraverso questo appuntamento, si intende valorizzare ancor di più la straordinaria risorsa di edifici, scuole, riviste di architettura e di design, studi e Ordini professionali che Milano ospita".

Nel 2016 Open House Roma ha chiuso con più di 70mila visite guidate in oltre 160 siti e 60 eventi in tutto il territorio romano. Un successo che ha spinto gli organizzatori a far crescere Open House e a promuovere un evento al Maxxi (4-5 maggio), un confronto aperto con le altre città. Il titolo è Urbanitas e si tratta del primo forum per una città sostenibile, resiliente e creativa - spiega Davide Paterna, direttore di Open House Roma - che coinvolgerà istituzioni, enti di ricerca, imprese, cittadini, partner nazionali e internazionali per promuovere un dialogo sul futuro di Roma ed elaborare proposte concrete in 5 aree tematiche specifiche: governance e beni comuni, co-design, distretti creativi, mobilità dolce ed economia circolare”.

A Milano, nella settimana dal 12 al 18 giugno sono previste visite agli studi, tour guidati agli edifici, workshop, e poi la sera alle 21.00 le main lecture di architetti italiani e internazionali nella suggestiva cornice del Salone d’onore della Triennale e nelle quinte del Teatro di Burri all’interno del Parco Sempione.

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