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Da Londra a Madrid, da Pechino a Miami, la coppia svizzera ha conquistato il favore della critica e del mercato

Jacques Herzog: “Anche quando si lavora per i privati si possono costruire architetture pubbliche”

di Paola Pierotti | pubblicato: 18/04/2013
A Miami con il parcheggio abbiamo voluto dimostrare che si può realizzare qualcosa di interessante anche in un’area noiosa. Il nuovo garage è un nuovo paesaggio, ben più di un parcheggio per le automobili: viene usato per eventi e abbiamo creato delle aree di sosta nel verde, sospese in quota
Jacques Herzog
Jacques Herzog: “Anche quando si lavora per i privati si possono costruire architetture pubbliche”
A Miami con il parcheggio abbiamo voluto dimostrare che si può realizzare qualcosa di interessante anche in un’area noiosa. Il nuovo garage è un nuovo paesaggio, ben più di un parcheggio per le automobili: viene usato per eventi e abbiamo creato delle aree di sosta nel verde, sospese in quota
Jacques Herzog

La Tate Modern di Londra, lo stadio di Pechino, il parcheggio 1111 Lincoln Road di Miami, il progetto milanese per Feltrinelli a Porta Volta, il complesso espositivo per l’interior realizzato nel Vitra Campus, il Caixa Forum di Madrid, la Dominus Winery a Yountville negli Stati Uniti e la Serpentine Gallery di Londra. Sono questi i principali progetti illustrati da Jacques Herzog (Herzog & de Meuron) il 9 aprile 2013, in occasione del Salone del Mobile.

Progetti passati in rassegna per raccontare una storia, quella più recente di uno degli studi più famosi al mondo. “Progetti scelti come esempio per dimostrare quanto l’architettura possa tirar fuori potenzialità inespresse” ha detto Herzog.

“Alla Tate di Londra abbiamo scavato nel vecchio edificio dismesso della centrale abbandonata  fino ad una profondità non prevista, ma poi quello scavo è stato uno degli elementi di successo del nostro progetto. Abbiamo realizzato un monumento – ha detto Herzog – un vero spazio pubblico, buono per tutte le classi sociali, oltre che una sfida per gli artisti contemporanei”.

“A Pechino per il nuovo stadio abbiamo tentato di costruire un landmark globale e eroico, con l’obiettivo di attrarre le persone anche dopo l’evento. Oggi per fortuna accade così: lo stadio è diventato una sorta di scultura sociale”.

“A Miami con il parcheggio abbiamo voluto dimostrare che si può realizzare qualcosa di interessante anche in un’area noiosa. Il nuovo garage – ha detto Herzog – è un nuovo paesaggio, ben più di un parcheggio per le automobili: viene usato per eventi e abbiamo creato delle aree di sosta nel verde, sospese in quota”.

“A Vitra, nel campus, ci dovevamo confrontare con le tante altre architetture già realizzate, tutti oggetti. Abbiamo immaginato allora di realizzare uno spazio tra gli spazi, di permettere al visitatore di alzarsi e traguardare il paesaggio intorno. Gli spazi di connessione sono gli elementi più complessi del progetto” ha spiegato l’architetto svizzero.

A Madrid per la Caixa Forum Herzog e De Meuron hanno “tagliato” l’edificio dismesso e abbandonato di un’ex centrale creando uno spazio permeabile che connette la città con le nuovi funzioni dell’edificio. Oggi la Caixa Forum è il secondo museo visitato dopo il Prado. Grande successo per gli svizzeri anche a Londra dove il loro progetto per la Serpentine Gallery si è distinto per aver proposto un filtro tra la terra e il cielo: una grande piastra d’acqua che rifletteva il cielo di Londra.

Una carrellata di edifici, di opere realizzate in pochi anni, per dimostrare come l’architetto oggi possa dare un contributo alla rigenerazione delle città. “Anche quando si realizzano dei landmark, opere di architettura per committenze private si può offrire un progetto serio, un’architettura pubblica. A nostro modo di pensare, o si agisce così o non si è credibili”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; food; uffici
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