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Il convegno HPED è organizzato da SCE Project, IUAV di Venezia e Venice Architectural Association

Dall’Italia al Vietnam, gli architetti e la tutela del patrimonio

di Francesco Fantera | pubblicato: 10/09/2019
«Con la nozione di “passato architettonico” intendiamo sia il recupero del costruito che l’analisi della morfologia del tessuto urbano»
Luigi Campanale
Dall’Italia al Vietnam, gli architetti e la tutela del patrimonio
«Con la nozione di “passato architettonico” intendiamo sia il recupero del costruito che l’analisi della morfologia del tessuto urbano»
Luigi Campanale

Come affrontare la progettazione di un’operazione di restauro del patrimonio culturale costruito? E come rendere un intervento di questo tipo sostenibile? A queste e altre domande proveranno a rispondere, oggi 10 e domani 11 settembre, i relatori che presenti al convegno HPED, acronimo di “Heritage Preservation & Economic Development” (“Conservazione del Patrimonio & Sviluppo Economico”). All’organizzazione delle due giornate tematiche di workshop e seminari ha collaborato un gruppo composto da soggetti pubblici e privati come lo IUAV di Venezia e l’Associazione di architettura di Venezia (VAA). Deus ex machina dell’evento, invece, la sede vietnamita dello studio di ingegneria SCE Project. E non deve trarre in inganno la location, ovvero l’ex capitale del Vietnam del sud, Ho Chi Minh City (conosciuta anche con il vecchio nome di Saigon). Gli speech e i momenti di confronto, infatti, vedranno una nutrita presenza di professionisti del Belpaese invitati a raccontare ai colleghi vietnamiti i benefici al sistema economico della rivalutazione del passato architettonico.

Il convegno è il terzo di un ciclo di iniziative con focus sul sud est asiatico. Un vero e proprio percorso che ha visto nascere, grazie al dibattito e allo scambio di esperienze e informazioni, una definizione più includente del concetto di “heritage preservation”. «Nell’immaginario collettivo» spiega il CEO di SCE Project Asia Luigi Campanale «l’idea di “conservazione del patrimonio” riguarda unicamente la tutela di monumenti ed edifici con valenza storica. Con la nozione di “passato architettonico”, invece, intendiamo sia il recupero del costruito che l’analisi della morfologia del tessuto urbano, in particolare di quello asiatico. Oltre all’indiscutibile valore estetico delle città in questa parte del mondo, infatti, la singolarità della loro configurazione risiede in una stratificazione peculiare delle diverse funzioni sociali, economiche e culturali».

Ho Chi Min City. Una perfetta case history è rappresentata dalla città che ospita l’evento. Al pari di altre megalopoli asiatiche, la rapida crescita del livello di urbanizzazione ha portato con sé numerosi problemi logistici e, di conseguenza, sociali. Alla carenza infrastrutturale si accompagnano il sovraffollamento dei mezzi pubblici e delle poche strutture sanitarie, solo per dirne alcuni. E questo senza dimenticare le grandi criticità ambientali causate dalla rapida espansione dei principali centri abitati. In tutto ciò, resta la necessità di preservare l’eredità cittadina evitando che in nome della modernizzazione vengano cancellati secoli di storia.

Organizzazione. La due giorni ha preso il via oggi 10 settembre con un workshop di progettazione urbana. Obiettivo, quello di sensibilizzare i futuri progettisti verso la tutela dell’identità e della ricchezza del proprio patrimonio storico. A guidare i lavori saranno professori dello IUAV e di università locali, oltre che Luigi Croce del VAA e Luigi Campanale con un focus sul ritorno economico di una progettazione efficiente e sostenibile. Seguirà un seminario tecnico dove si parlerà di valorizzazione del costruito di pregio sulla falsariga di quanto fatto nelle due precedenti occasioni. Un business seminar rivolto a istituzioni locali pubbliche e private chiuderà i lavori mercoledì 11 settembre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; italiani all’estero; masterplanning
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