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Intervista all’Ad Carlo Carganico. Società con 140 tra dipendenti e collaboratori, 80% delle commesse extra FS

Italcertifer: dai sogni alla realtà certificata. Quando l’Europa allarga il business

di Paola Pierotti | pubblicato: 15/09/2014
"Italcertifer ha firmato un contratto di 2,5 milioni di dollari australiani per verificare un progetto dove si prevede che i treni viaggino senza macchinista"
Carlo Carganico
Italcertifer: dai sogni alla realtà certificata. Quando l’Europa allarga il business
"Italcertifer ha firmato un contratto di 2,5 milioni di dollari australiani per verificare un progetto dove si prevede che i treni viaggino senza macchinista"
Carlo Carganico

Operativa dalla Turchia all’Australia, dalla Polonia alla Penisola Arabica, la società Italcertifer nata nel 2001 dal grande mondo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, attraverso test e simulazioni, certifica il materiale rotabile e l'infrastruttura ferroviaria (e non solo). Italcertifer è una delle promesse italiane all’estero, conosciuta essenzialmente tra gli addetti ai lavori, verifica, redige dossier e rilascia attestati di conformità. All’origine della creazione di Italcertifer ci sono le necessità dettate dall’Unione Europea e l’obbligatorietà della certificazione di parte terza. L’obiettivo è realizzare il principio della libera circolazione di merci e persone all’interno dell’Unione.

Italcertifer ha sedi operative a Firenze e Roma. La squadra conta oggi circa centoquaranta persone ed è guidata dal presidente e amministratore delegato Carlo Carganico. Dal 2001 è cresciuto un team che in questi ultimi anni ha acquisito lavori di certificazione per importanti infrastrutture come l’AV Italiana, la linea M4 della metropolitana di Milano o la Galleria del Brennero. All’estero la società è in campo per la linea ferroviaria ad alta velocità Ankara - Istanbul inaugurata a luglio (500 km, che riduce i tempi di viaggio fra le due città: da 6 a 3 ore e 15 minuti) e per il più recente progetto della linea ferroviaria che collega in Grecia le città di Tithorea e Domokos (oltre 100 chilometri a doppio binario, che sarà adeguata per alzare a 200 km/h la velocità commerciale dei treni) lungo l’asse Atene - Salonicco. Italcertifer validerà anche la linea 2 della metropolitana di Riyadh, dove c’è anche un po’ di architettura (made in Italy): la stazione principale è nata da un concorso internazionale firmato dallo studio Snøhetta e il progetto è stato sviluppato da una joint venture tra due studi italiani: One Works e Crew.

Ingegner Carganico, concretamente cosa fa Italcertifer?
Valutiamo e certifichiamo progetti preliminari definitivi ed esecutivi, produciamo dossier e presentiamo attestati. Non si tratta di servizi di ingegneria, verifichiamo a monte e valle il lavoro di altri tecnici.

Qual è l’ordine di grandezza di questi incarichi?
Siamo sull’ordine dei 500-600mila euro fatta eccezione per qualche commessa più importante come quella assegnata in Australia da un gruppo privato, la società mineraria Rio Tinto (che sviluppa 350 milioni di utile al giorno), per certificare una linea ferroviaria di oltre 1.000 km che congiunge oltre 40 miniere. Italcertifer ha firmato un contratto di 2,5 milioni di dollari australiani per verificare un progetto dove si prevede che i treni viaggino senza macchinista.

Quante sono in Europa e in Italia le società che si occupano di certificazione?
In Europa sono una cinquantina. In Italia ce ne sono sei che rispondono alle richieste delle direttive europee: oltre a Italcertifer, la più grande e conosciuta è Rina Services, poi c’è Bureau Veritas Italia, IISCERT, ISARail e STEAMCERT.

Cosa distingue Italcertifer dalle altre?
Abbiamo un know how che altre società non possono avere: dato il background con FS conosciamo l’intero processo ferroviario ed è un valore aggiunto importante. Tra l’altro Italcertifer dispone di due laboratori (Firenze Osmannoro e Roma Portonaccio) dove gli organismi incaricati di valutare la conformità di un componente ai requisiti di omologazione relativi alla sicurezza, possono fare prove sui materiali.

Per chi lavorate?
I clienti possono essere i gestori di infrastrutture, le imprese di trasporto, i fornitori di materiale rotabile e infrastrutture. Possono essere enti pubblici e privati che chiedono di verificare il progetto, oppure gli stessi progettisti o imprese che alla fine della progettazione hanno l’obbligo di far certificare il lavoro fatto. Gli incarichi possono avvenire tramite gare o direttamente.

La vostra società ha compiuto 13 anni. Come si è evoluta dal 2001 ad oggi?
Il nome originariamente era Istituto Italiano di Ricerca e Certificazione Ferroviaria. Nel 2001 Italcertifer S.C.p.A. è nata come società consortile (che per statuto non poteva avere dipendenti e impiegava quelli del Gruppo) e aveva come soci iniziali RFI, Trenitalia e quattro università: il Politecnico di Milano e le Università di Firenze, Pisa e Napoli. Nel 2007 è entrata nella compagine societaria la FS Holding che ha acquisito tutte le quote di Trenitalia. A quel punto la società è stata riconosciuta come organismo di parte terza dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria (ANSF) che dal 2007, per potere statale, prende la decisione finale per qualsiasi autorizzazione. Una tappa importante perché dal 2007 si è allargato il nostro business. Nel 2011 Italcertifer si è trasformata in una società per azioni adottando un nuovo Statuto.?Sempre nel 2011 la compagine societaria è stata aggiornata con il passaggio di tutte le quote RFI alla FS Italiane Holding.

Con il passare degli anni il lavoro per il Gruppo Ferrovie si è fatto residuale, nel logo è rimasto il rimando diretto al gruppo FS. Pro e contro?
Italcertifer è appunto un ente autonomo, seppure controllato dal Gruppo “Ferrovie dello Stato Italiane” Ha iniziato la sua attività lavorando in Italia per l’Alta Velocità ferroviaria, oggi solo per il 20% lavoriamo per il gruppo FS, per il resto abbiamo committenti diversi in Italia e all’estero, dove ci presentiamo da soli o in coordinamento con le altre Società del Gruppo. Il logo? Abbiamo meditato sul come veicolare al meglio la nostra immagine evitando conflitti a livello di comunicazione. Dobbiamo dire comunque che in paesi come la Turchia funziona l’eco alle Ferrovie italiane.

Con il vostro lavoro siete in qualche modo anche degli apripista per altri settori della progettazione e più in generale dell’economia: dove si fanno infrastrutture, ci sarà sviluppo. Ingegnere, dal vostro osservatorio in quali zone concentrate l’attenzione?
In Turchia abbiamo firmato finora sette contratti per un valore complessivo di qualche milione di euro. La Turchia è stata il nostro punto di partenza per avviare un’attività in Medio Oriente, per proiettarci nella penisola arabica. In Arabia Saudita stiamo certificando la linea Mecca-Medina, 440 km di lunghezza per una velocità di esercizio di 320 km/h. In questo caso la progettazione e la costruzione sono state affidate completamente a società straniere e la verifica è made in Italy. In altri casi sempre in Turchia abbiamo lavorato accanto a grandi costruttori come Salini. Dato l’apprezzamento delle ferrovie turche abbiamo ottenuto anche qualche incarico privato come quello per Yap? Merkezi per potenziare una linea convenzionale che arriva sul Mar Nero. Oltre alla Turchia un altro paese interessante è la Polonia: qui abbiamo chiuso 12 contratti anche se di importi minori.

Italcertifer guarda al futuro e su cosa investe?
Sui giovani: il fattore umano conta tantissimo, abbiamo fatto crescere molte leve integrando diverse generazioni e condividendo il know how, vogliamo proseguire su questa strada coinvolgendo sempre le Università. Investiremo anche su altri settori, prima di tutto quello del mondo navale, della nautica da diporto, ma stiamo anche lavorando sul fronte dei macchinari da sollevamento.

Approfondimenti: video 1 / video 2

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