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Muzzarelli, il caso di Castel San Pietro Terme raccontato dall’Assessore al Bilancio

Con Invimit, un fondo immobiliare istituzionale per costruire nuove scuole

di Redazione PPANthebrief | pubblicato: 20/03/2018
"Se il sindaco e la comunità vogliono percorrere questa strada, noi come Comune di Castel San Pietro Terme ci siamo e daremo il nostro supporto"
Anna Rita Muzzarelli
Con Invimit, un fondo immobiliare istituzionale per costruire nuove scuole
"Se il sindaco e la comunità vogliono percorrere questa strada, noi come Comune di Castel San Pietro Terme ci siamo e daremo il nostro supporto"
Anna Rita Muzzarelli

La crisi che ha colpito l’economia globale alla fine del 2007, ha portato con sé conseguenze nel breve e nel medio periodo. Una di queste è la forte riduzione del gettito a disposizione dell’Amministrazione statale che, per evitare di aumentare il debito pubblico, ha stretto la cinghia dei finanziamenti agli enti locali. Come un effetto domino, a risentirne sono stati i Comuni e così i cittadini che hanno visto ridursi sempre più quantità e qualità dei servizi.

In mezzo a queste indubbie difficoltà nel reperire fondi, alcuni amministratori hanno cercato un modo per riuscire ad andare incontro alle ordinarie esigenze di rinnovamento di strutture pubbliche come le scuole, campi sportivi o case di cura. All’incontro promosso dal Comune di Valeggio sul Mincio, inserito nel più ampio processo di costruzione di un nuovo polo educativo e nella campagna Valore Valeggio, l’Assessore al Bilancio di Castel San Pietro Terme (BO), Anna Rita Muzzarelli, ha parlato di un nuovo strumento di finanziamento disponibile per gli enti locali. Si tratta del fondo I3 Core un fondo immobiliare istituzionale di cui il comune emiliano è capofila.

Per capire lo strumento è necessario ripercorrere il quadro della situazione normativa. Il DL 98/2011 ha dato vita a Invimit Sgr (Investimenti Immobiliari Italiani Sgr S.p.A.), società di gestione del risparmio, il cui capitale è interamente detenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’obiettivo della sua azione è quello di cogliere le opportunità derivanti dalla valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, attraverso l’istituzione, l’organizzazione e la gestione di fondi comuni di investimento chiusi immobiliari. Questo – ha sottolineato la Muzzarelli – permette ai Comuni di ottenere un’immissione di liquidità importante, a condizione che avvenga la valorizzazione dei beni dismessi”.

Conclusa la stagione dei finanziamenti a fondo perduto, si rende necessaria la realizzazione di un sistema innovativo in grado di portare benefici ai cittadini, ai beni comuni e agli enti locali. “Anche la collaborazione con il settore privato resta un fattore importante. Questo infatti diventa il promotore del progetto, ma non bisogna dimenticare che tutta l’operazione deve avere come finalità l’interesse pubblico. Il Comune, infatti, mantiene la regia attraverso il controllo degli strumenti urbanistici - ha evidenziato l’Assessore - e sarà lui a decidere che cosa costruire e che funzione assegnare al bene interessato. Aspetto molto importante questo, perché evidenzia il passaggio dal concetto di indebitamento, da parte dell’amministrazione, a quello dell’investimento”.

Concretamente, come nasce e quali potenzialità ha un fondo immobiliare di questo tipo? “Nel nostro caso si è trattato di un processo lungo anche perché abbiamo fatto da apripista assieme ad altri 5 enti locali sparsi in tutta Italia. Il percorso di studio è durato più di tre anni ma, alla fine, ha portato a definire un modello che oggi può essere utilizzato anche da altre realtà come quella di Valeggio sul Mincio. Attraverso la collaborazione con Anci, Agenzia del Demanio, Miur e ovviamente Invimit, abbiamo dato vita ad un fondo immobiliare territoriale da circa 74 milioni di euro, dedicato alla riqualificazione o costruzione ex novo di edifici scolastici”. Considerando che i sei Comuni hanno apportato beni per un valore di 11 milioni, risulta evidente il surplus ottenuto grazie alla collaborazione con i privati.

“Il nostro percorso - ha raccontato l’Assessore emiliano - è partito da una proposta presentata da una società che, a sue spese, ha studiato i beni che potevano essere messi a valorizzazione, presentando poi il progetto alle sei amministrazioni coinvolte. Una volta dichiarato il pubblico interesse, con il parere positivo del Consiglio comunale, si è indetta una gara per selezionare il gestore del Fondo. In seguito ad una serie di analisi normative, giuridiche e tecniche infatti, i consiglieri hanno potuto stabilire con certezza come questo fosse lo strumento migliore da utilizzare. In tutto ciò, non va dimenticato il processo partecipato e condiviso con la popolazione riguardo al destino degli immobili pubblici”.

Elementi come la trasparenza, la sostenibilità e la certezza di tempi e costi, sono fondamentali per garantire non solo la riuscita del progetto, ma anche per far sì che questo sia appoggiato dalla comunità nella quale verrà realizzato. “Si tratta infatti di idee innovative e forse audaci ma che hanno, alla loro base, un percorso molto solido. Se il sindaco e la comunità vogliono percorrere questa strada, noi come Comune di Castel San Pietro Terme ci siamo e daremo il nostro supporto” ha ribadito la Muzzarelli parlando alla comunità di Valeggio sul Mincio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; masterplanning; spazi pubblici
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