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Per Monte dei Paschi l’ex Snia è un problema locale. Mobilitare le comunità per attivare il cambiamento: call per individuare le opportunità

Il modello Rena per il progetto Next Snia di Rieti: "non cerchiamo idee ma persone"

di Paola Pierotti | pubblicato: 26/03/2015
“L’obiettivo è costruire un gruppo di lavoro interdisciplinare che definisca e promuova una visione di sviluppo innovativa e sostenibile, internazionale e radicata nel territorio”
Francesco Russo
Il modello Rena per il progetto Next Snia di Rieti:
“L’obiettivo è costruire un gruppo di lavoro interdisciplinare che definisca e promuova una visione di sviluppo innovativa e sostenibile, internazionale e radicata nel territorio”
Francesco Russo

"Rena è una comunità di persone e di associazioni che prova a fare dell’Italia un paese più aperto e innovativo. Rena vuole sperimentare politiche innovative in cui le soluzioni ai problemi siano formulate e gestite in modo più collaborativo e trasparente, nel quale attori pubblici e privati si sentano responsabili delle proprie azioni verso le comunità”. Francesco Russo, avvocato, 36 anni di Napoli, terzo presidente dell'associazione fondata nel 2007 spiega così il dna dell’associazione fondata sui valori di Apertura, Responsabilità, Trasparenza ed Equilibrio. “Pensiamo che in Italia ci sia una grande energia inespressa ed è ormai urgente uscire dalla retorica della decadenza che vede le nuove generazioni estranee all’impegno di costruire un futuro migliore”.

Rena raccoglie 150 soci individuali in tutt’Italia e 15 soci collettivi tra cui la Coldidetti Giovani e il Cna Giovani, associazioni ben radicate sul territorio. “Aggreghiamo le comunità del cambiamento e con il nostro progetto “Pionieri” - spiega Russo - siamo diventati un punto di riferimento per tante persone che operano in ambienti diversi e vogliono operare in modo trasparente”.

Ha preso forma da qui il progetto “Next Rieti” promosso per rigenerare un’area di 30 ettari a ridosso delle mura medievali della città laziale dove fino a 10 anni fa si produceva viscosa. Si tratta dell’ex Snia Viscosa che è stata centrale per l’economia e l’identità della città e oggi è solo una grossa ferita. Next Snia Viscosa è un esperimento di rigenerazione urbana la cui prima fase è un open call (aperta dal 29 gennaio al 31 marzo 2015) “che non cera idee ma persone. L’obiettivo - chiarisce Russo - è costruire un gruppo di lavoro interdisciplinare che definisca e promuova una visione di sviluppo innovativa e sostenibile, internazionale e radicata nel territorio”.

Non è un concorso di idee ma un esperimento di partecipazione e condivisione volto a chiamare a Rieti una decina di professionisti, per individuare la direzione progettuale che l’area dismessa, in gran parte di proprietà di Monte dei Paschi di Siena potrà avere in futuro. E' un bando per raccogliere manifestazioni di interesse per chi vuole essere parte di questo percorso. “Cerchiamo architetti, urbanisti, sociologi, startuppers, imprenditori..  - precisa Russo - pensiamo si possa tornare a realizzare una realtà produttiva, legata all'innovazione. Ci immaginiamo una dimensione di ricerca e di alta formazione. La green economy è una prospettiva ma dobbiamo valorizzare gli asset di questo territorio". Secondo i promotori l'ex Snia Viscosa da problema locale potrà diventare un'opportunità da vendere in Italia e in giro per il mondo.

Rena si è strutturata in questi anni con alcune antenne locali e Rieti è l’esempio concreto di una comunità di persone che ha deciso di investire nella progettazione di un futuro possibile, partendo dal basso (anche senza avere a priori risorse a disposizione). “Per questo concorso abbiamo registrato interesse da parte di 71 paesi del mondo, l’agenzia europea Urban Act ci ha riconosciuto l’eccellenza nel modello partecipativo. Nei 10 giorni di workshop a Rieti andremo a definire le linee guida e con questo lavoro sarà anche più facile andare a cercare fondi tra i privati e tra le istituzioni, locali, nazionali e internazionali” ha detto Russo.

A Rieti Rena ha coinvolto l’amministrazione locale, le scuole, i cittadini. “Abbiamo investito sulla condivisione assoluta e sull’integrazione tra visione e professionalità. Se questo esperimento funzionerà vorremo esportarlo in altre realtà italiane. Sono tante le periferie e i centri storici dove non si sa bene cosa fare e magari come valorizzare un bene abbandonato - dice Russo -. Capita che in astratto si decida di realizzare un supermercato o una biblioteca ma se questi contenitori vengono calati dall’alto, anche se firmati da noti architetti, sono senz’anima e un luogo senz’anima muore”.

Approfondimenti

C'era una volta Rieti

Quale futuro per l'ex Snia Viscosa

La riapertura simbolica dei cancelli

Il concorso di idee

Intervista ad Alessandro Profumo, Monte dei Paschi di Siena (proprietaria del suolo e della struttura che è un pezzo di città) "Se riusciamo in questo progetto dimostriamo che le strutture abbandonate da anni possono avere un futuro. Bisogna trovare il sistema per raccogliere idee, anche estranee al modo tradizionale di concepire i recuperi industriali, che abbiano una forte integrazione con la città: è impossibile trovare una soluzione se la città non è parte della progettualità".

Intervista ad Alessandro Fusacchia "Da Ex a Next, da oggi, con il lancio del bando non si torna più indietro. La mobilitazione della città e della comunità è importante perché solo se mobilitiamo la città attiviamo l'interesse di chi sta fuori. Sono le perone che attraggono, serve una comunità coesa per dimostrare che qui sta nascendo qualcosa di straordinario"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: masterplanning
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