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Da oggi e fino al 16 gennaio aperta la call per la presentazione delle proposte.

Crowdfunding e architettura. A Torino decolla il nuovo festival Bottom Up!

di Chiara Brivio | pubblicato: 20/11/2019
«Sarà un festival diverso, un percorso finalizzato a recuperare architetture e siti dismessi in maniera concreta, attirando flussi economici, sinergie, investitori»
Massimo Giuntoli
Crowdfunding e architettura. A Torino decolla il nuovo festival Bottom Up!
«Sarà un festival diverso, un percorso finalizzato a recuperare architetture e siti dismessi in maniera concreta, attirando flussi economici, sinergie, investitori»
Massimo Giuntoli

«I cittadini ci hanno detto "dovete avere coraggio"  e noi vogliamo averlo con un festival diverso e importante» ha esordito così Massimo Giuntoli, presidente dell’ordine degli architetti di Torino, alla presentazione del nuovo festival di architettura "Bottom up! Quando la città si trasforma dal basso" in programma nel capoluogo piemontese dal 1° al 10 maggio 2020.

Un’iniziativa promossa dall’Ordine degli Architetti e dalla Fondazione per l’architettura che torna in veste rinnovata dopo una pausa di 2 anni, e che si avvale della curatela esterna di Maurizio Cilli e Stefano Mirti, selezionati attraverso una call pubblica alla quale hanno partecipato 68 architetti. Un festival che, come dice il titolo, parte «dal basso» e che cercherà di coinvolgere attivamente tutta la cittadinanza nella trasformazione reale degli spazi e dei luoghi della città da oggi fino al 10 maggio. Dalle idee, alle strategie, alla raccolta fondi, fino al successivo inizio lavori. Un’iniziativa unica al mondo, ha dichiarato Mirti, che se funzionerà potrà essere un esempio da seguire anche in altre realtà.

Fari puntati quindi sulle periferie, sulla multicentralità, sulla creazione di reti e di sinergie basati su principi di condivisione. Non è un caso infatti che la conferenza stampa si sia tenuta nella Biblioteca don Milani del quartiere Falchera della periferia torinese. «Volevo che partissimo da qui. Da un’area che ha grandi potenzialità di trasformazione urbana – dice Giuntoli. Sarà un festival diverso – ha aggiunto ancora – sarà un percorso finalizzato a recuperare architetture, siti dismessi, in maniera concreta, attirando flussi economici, sinergie, investitori». Un progetto che, proprio per la sua concretezza, ha riscosso il plauso e il supporto sia della Città che della Regione Piemonte, oltre che della Camera di Commercio di Torino.

Ma attenzione a non parlare di «rigenerazione urbana». Piuttosto, nelle parole di Maurizio Cilli, «si tratta di un festival generativo di comunità e di architettura». Un voler costruire «valore urbano anche in una città dove è molto complesso», attraverso un processo di accompagnamento con il quale «costruire da chi le propone concrete possibilità di trasformazione di alcuni luoghi della città. L’idea di coinvolgere attraverso una call i desidera dei cittadini può essere un modo per costruire l’emancipazione dei luoghi dove abitano».

Il bando per partecipare a Bottom up! è stato pubblicato oggi sul sito del festival. Idee e progetti potranno arrivare fino al 16 gennaio. Aperto a tutte le comunità (gruppi di cittadini, scuole, associazioni, imprese, progettisti), ha come unico vincolo che sia presente almeno un architetto nel gruppo. Una richiesta che il curatore Maurizio Cilli ha così spiegato: «è importante perché la figura professionale dell’architetto è capace di mediare le cose che in questo momento sono difficili da comprendere». L’architetto servirà anche, ha aggiunto Giuntoli, per esempio per indicare e guidare il gruppo laddove ci siano vincoli architettonici oppure la presenza di proprietà demaniali.

Allo scadere del bando saranno selezionati 12 progetti diversi tra loro, questo è l’auspicio, al quale farà seguito una grande campagna di crowdfunding. Uno strumento di finanziamento nuovo e inedito per iniziative di questo tipo, «sappiamo che il crowdfunding genera milioni e milioni di euro – ha detto Stefano Mirti, tra l’altro coinvolto in un recente progetto a Matera nell’ambito del progetto Wonder Grottole – vogliamo verificare se possa funzionare anche per l’architettura».Come saranno valutati i progetti? «Il punteggio per la qualità vale il 50%. Chi propone il progetto deve assumersi la responsabilità di creare un tavolo più possibile eterogeneo. Committenze reali dal basso!» aggiunge Cilli. Oltre al crowdfunding e alle sponsorizzazioni private, i promotori di Bottom Up! hanno partecipato a un bando del MIBACT, che «richiede anche di misurare l’impatto sociale, economico ed ambientale sulla cittadinanza. È un’occasione per noi per farlo, anche se non lo vinceremo», ha spiegato Eleonora Gerbotto, direttrice della Fondazione per l’architettura. Per questo motivo l’iniziativa si è avvalsa, tra le altre, della collaborazione di Torino Social Impact.

L’appuntamento è per il 10 maggio a Palazzo Carignano per il gran finale in stile Ted Talk in diretta Facebook, dove si chiuderà la campagna di crowdfunding. Alle 12 proposte vincitrici verrà offerta la partecipazione a un percorso di formazione per costruire una campagna di crowdfunding più efficace.

Per tutte le informazioni e per scaricare il bando: www.bottomuptorino.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; spazi pubblici
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