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Bando a settembre per la ricerca di partner capaci di valorizzare il patrimonio con attenzione a cultura e ambiente

Fari, torri ed edifici costieri: l’Agenzia del Demanio mette in affitto per 50 anni 20 nuovi beni

di Tania Servidei | pubblicato: 27/07/2016
"Il segreto del successo di questo progetto è legato alla regolarizzazione dell’immobile dal punto di vista documentale, catastale e urbanistico oltre che ai tempi certi per gli investimenti"
Roberto Reggi
Fari, torri ed edifici costieri: l’Agenzia del Demanio mette in affitto per 50 anni 20 nuovi beni
"Il segreto del successo di questo progetto è legato alla regolarizzazione dell’immobile dal punto di vista documentale, catastale e urbanistico oltre che ai tempi certi per gli investimenti"
Roberto Reggi

Da Nord a Sud, lungo tutta la penisola italiana, sono 20 i beni del patrimonio immobiliare pubblico tra fari, torri ed edifici costieri oggetto del bando di gara che sarà lanciato a settembre 2016 dall’Agenzia del Demanio e da Difesa Servizi spa: un progetto che prevede l’affitto, fino a un massimo di 50 anni, di edifici dismessi per trasformarli in strutture ricettive turistiche, hotel o resort. Secondo le stime fornite dall'Agenzia del Demanio, il progetto di riqualificazione porta ad investimenti per 6 milioni di euro, con una ricaduta economica complessiva di circa 20 milioni.
 
“È il primo esempio di valorizzazione massiva di beni disponibili abbandonati – ha affermato il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi – perché in passato si faceva valorizzazione solo di singoli beni. L’iniziativa 'Valore Paese – fari' promossa nel 2015 ha registrato un grande successo perché da generatore di costi, i beni sono diventati generatori di profitti, di investimenti e di lavoro". Quest’anno, oltre alle Regioni del Sud vengono coinvolte anche quelle del Centro e del Nord. “Il segreto del successo di questo progetto - continua Reggi - è legato alla regolarizzazione dell’immobile dal punto di vista documentale, catastale e urbanistico oltre che ai tempi certi per gli investimenti”.  Agli investitori, infatti, sono stati dati tempi certi grazie agli accordi stretti in anticipo con tutti gli enti locali, in modo da rendere subito disponibile il bene oggetto di investimento.

Dal Faro di Capo Rizzuto sull’omonima isola a quello delle Formiche nell’isolotto toscano, dal Faro Spignon sull’isola veneziana al Faro del Po di Goro in provincia di Ferrara. Le venti strutture dovranno rivivere come dimore uniche attraverso una rete nazionale dedicata al turismo sostenibile, alla natura, alla cultura e all’ambiente, in grado di generare valore economico e sociale. In tutto l’Agenzia del Demanio mette a gara dieci fari e dieci beni di varia tipologia in gestione all’Agenzia, da Salerno a Taranto, dall’isola di Marettimo al Faro di Punta Polveraia sull’isola dell’Elba.

L’iniziativa del recupero di fari, torri ed edifici costieri abbandonati rientra nel piano di riqualificazione che vede coinvolti anche il Ministero delle Infrastrutture e quello dei Beni Culturali in collaborazione con l’Agenzia del Demanio e che ha portato anche al progetto per il recupero delle case cantoniere con un investimento dell’Anas di 7,5 milioni di euro in tre anni. Il turismo è il filo rosso che lega le iniziative per i fari, le case cantoniere ma anche la mobilità dolce. Il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio hanno firmato tra l'altro il 27 luglio i protocolli d’intesa con gli enti locali per la progettazione e la realizzazione delle prime ciclovie turistiche nazionali (si lavora tra l’altro ad un progetto di legge dedicato alla mobilità ciclistica).
 

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