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Bellezza e circolarità. Un volume di 3,5mila mq che rivelerà la cultura del Belpaese

Expo 2020, Carlo Ratti e Italo Rota raccontano il Padiglione Italia

di Francesco Fantera | pubblicato: 23/10/2019
«La bellezza il sentimento più importante che esprime la cultura italiana»
Davide Rampello
Expo 2020, Carlo Ratti e Italo Rota raccontano il Padiglione Italia
«La bellezza il sentimento più importante che esprime la cultura italiana»
Davide Rampello

Tre imbarcazioni che formano altrettante navate, dando vita ad un’architettura che risponde e cambia forma all’insegna della circolarità. Sono gli stessi progettisti a chiarire i riferimenti su cui sorgerà il Padiglione Italia ad Expo 2020 (Dubai dal 20-10-2020 al 10-4-2021). Il team, composto da Carlo Ratti Associati, Italo Rota Building Office, matteogatto&associati ed F&M Ingegneria, ha presentato il volume lo scorso 21 ottobre a Matera, ad un anno esatto dall’apertura della prossima esposizione universale. Una struttura a più livelli alta 27 metri che si estenderà su una superficie di 3,5mila mq. Cifra del padiglione, che si prevede verrà visitato da circa cinque milioni di persone, sarà la copertura composta da tre scafi rovesciati, simbolo della tradizione marittima del Belpaese e di una nazione che naviga trasportando e raccogliendo ricchezze e saperi.

La bellezza «è il sentimento più importante che esprime la cultura italiana». A descrivere la rotta seguita dal team di progettisti è Davide Rampello, ideatore del concept del Padiglione Italia. «Armonia di bello, vero, buono e giusto che unisce e connette le persone. Il percorso espositivo immaginato inizia dall’alto. La prima architettura è il belvedere, luogo da cui si vede il bello dei territori nostrani. Poi le storie del sapere e del saper fare, l’osservatorio dell’innovazione, la frontiera della ricerca nell’ambito dello spazio, del mare e delle acque dolci. Infine – racconta Rampello – il luogo più importante, ovvero il teatro della memoria, madre di tutte le muse senza la quale non ci sarebbero è arte e né scienza. Al suo interno un capolavoro dell’arte italiana, il David di Michelangelo. Ed è proprio in questo momento che la bellezza unisce le persone in una visione prospettica inedita».

La vision. «Ci piaceva l’idea di un padiglione che cambia e continuamente le sue forme» spiega Carlo Ratti, fondatore dello studio CRA e direttore del Senseable City Lab del Massachussetts Institute of Technology. «Abbiamo cercato di perseguire un’architettura riconfigurabile sia nel lungo che nel breve periodo, grazie rispettivamente alla sua circolarità e all’uso delle tecnologie digitali». Una caratteristica sottolineata anche da Italo Rota, fondatore dell’Italo Rota Building Office. «Abbiamo considerato il ciclo di vita di tutti i prodotti utilizzati nel progetto in modo da evitare gli sprechi. Il mare, ad esempio, sarà figurativamente parte della struttura grazie all’utilizzo delle alghe in fase di produzione di energia e cibo».

Il progetto. Il design restituisce un approccio architettonico che vede nella circolarità l’elemento centrale. Tre imbarcazioni arriveranno a Dubai per essere riconvertite nella copertura della struttura, un tetto dalle curve sinuose che ricorderà le forme del mare e del deserto. La base del volume verrà ricavata da una grande duna di sabbia, accessibile ai visitatori. Lo spazio sarà delimitato da una facciata adattabile composta da fari a led e gomene che andranno a creare una superficie adatta ad ospitare contenuti multimediali.

Sostenibilità. Focus sul riuso dei materiali. Bucce d’arancia, fondi di caffè e plastiche recuperate in mare, sono solo alcuni di quelli che saranno impiegati in nel processo costruttivo. A garantire un impatto ambientale minimo anche la scelta di sfruttare strategie di controllo del microclima interno naturali, invece dell’aria condizionata. Un fattore da non sottovalutare in un Paese, gli Emirati Arabi Uniti, dove la temperatura in estate arriva a sfiorare i 50 gradi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; masterplanning; spazi pubblici; tecnologia
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