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Bottelli (Presidente Ordine Architetti Milano): "l’evento sia occasione per l’internazionalizzazione. Promuoveremo contatti e incontri B2B"

Da Stipa a Carones, da J&A a Tech: la galassia dei progettisti in campo per Expo2015

di Paola Pierotti | pubblicato: 21/01/2015
"Nonostante tutto, anche se in modo atomizzato e senza criteri di equità ci sono tanti progettisti che a vario titolo stanno lavorando per il grande evento, come progettisti, come consulenti dei Paesi stranieri per la gestione del processo o l'adattamento alla normativa italiana, ma anche accanto ai produttori di componenti"
Valeria Bottelli
Da Stipa a Carones, da J&A a Tech: la galassia dei progettisti in campo per Expo2015
"Nonostante tutto, anche se in modo atomizzato e senza criteri di equità ci sono tanti progettisti che a vario titolo stanno lavorando per il grande evento, come progettisti, come consulenti dei Paesi stranieri per la gestione del processo o l'adattamento alla normativa italiana, ma anche accanto ai produttori di componenti"
Valeria Bottelli

Expo 2015 non sarà il laboratorio delle grandi firme (fatta qualche rara eccezione come quella di Daniel Libeskind e Norman Foster). Nonostante l'assenza di concorsi e la mancata trasparenza nell'affidamento degli incarichi, a 100 giorni dall'evento ci sono decine di professionisti che hanno visto Expo come "linfa vitale" in un momento di pesante crisi del mercato.

Marco Visconti è il local architect dello studio Foster+Partners al padiglione degli Emirati Arabi, il più grande in costruzione nell'area Expo. MasterplanStudio sta curando la progettazione per il padiglione dell'Angola costruito dall'impresa Mangiavacchi Pedercini. Zpz Partners ha sviluppato il progetto del Parco per i bambini, Carlo Ratti Associati ha firmato il progetto del supermercato realizzato con Coop. L'architetto romano Andrea Stipa è in campo con i giapponesi: non ha incarichi di progettazione, ma solo relativi all'esecuzione grazie ad un contratto con la società giapponese Takenaka che è il general contractor che sta realizzando il padiglione. Genius Loci Architettura è il local architetti per il padiglione Usa, i veneti di Patchwork Studio sono stati coinvolti per il padiglione del Sudan. Proger è in campo per il padiglione italiano e anche per quello del Vietnam. Lo studio PRR Architetti è il local architect del padiglione israeliano e ha seguito il processo in tutte le fasi, dall'adeguamento alla normativa italiana alla direzione lavori.

Il padiglione cinese per Vanke firmato da Libeskind è sviluppato da J&A e Arassociati si è aggiudicato il concorso per la costruzione del padiglione dell'Azerbaijan. L'architetto milanese Nicolò Riva, che per diversi anni ha lavorato all'estero con lo studio Mecanoo ha seguito invece il progetto della Repubblica Ceca come project manager. La società Tech srl è stata incaricata per la sicurezza e gli esecutivi del padiglione della Colombia sviluppato da Mauricio Cardenas. Lo studio D2U design to Users è stato scelto da Intesa Sanpaolo per collaborare alla costruzione del Padiglione 1 di Expo2015 per un punto di accoglienza con un infopoint e uno sportello per le attività bancarie. Ancora, l'architetto Maurizio Carones è in campo con l'ingegner Luigi Paolino per il padiglione della Corea. Lo studio Quattroassociati si è aggiudicato il concorso ristretto per la progettazione del Padiglione della Santa Sede.

Ma come sono nati i rapporti tra questi architetti e ingegneri con i loro committenti? Le storie sono diverse. In tanti casi sono state le aziende coinvolte per i contenuti e gli allestimenti a fare da traino agli architetti: è stato così per Masterplanstudio chiamato da Atlantic Alliance. L'architetto Nicolò Riva, under 40, ha avuto invece contatti con la Repubblica Ceca grazie ad un rapporto personale con il console che l'ha messo in contatto con il commissario. Carones da anni collabora con la Corea (partecipando a concorsi di progettazione a Seoul e promuovendo scambi didattici grazie ad un ex studente coreano che poi è diventato suo collaboratore) ed è stato incaricato come local partner dello studio coreano Archiban che ha sviluppato il progetto. Ancora, c'è chi con più intraprendenza ha investito sul marketing fin da subito ed è il caso di Tech srl. "A settembre del 2013 abbiamo preparato una presentazione della nostra società in spagnolo, cinese, tedesco, russo e l'abbiamo inviata alle Camere di Commercio - ha raccontato Marco Bianchi, architetto partner di Tech srl - successivamente ci siamo rivolti alle Ambasciate e diversi paesi ci hanno risposto. Abbiamo fatto una gara per la Bielorussia e solo 2 giorni fa ci ha scritto l'Argentina per partecipare ad una gara".

La voce dell'Ordine degli Architetti di Milano. "A meno cento giorni da Expo cerchiamo di essere 'expottimisti', non vale la pena soffermarsi ancora su quanto pessime siano state le procedure, a partire dalla scelta dell'area  - dichiara Valeria Bottelli, presidente dell'Ordine degli Architetti di Milano - ora dobbiamo serrare le fila e tirar fuori il meglio delle capacità che Milano ha, rappresentando l'eccellenza. La filiera dell'alimentare è stata riscoperta, con evidenti ricadute anche sull'agricoltura e sul territorio agricolo (ricordiamoci che Milano è la seconda città per produzione agricola in Italia) e quest'attenzione sarà uno dei lasciti più interessanti di Expo. E poi ancora, nonostante tutto, anche se in modo atomizzato e senza criteri di equità ci sono tanti architetti che a vario titolo stanno lavorando per il grande evento, come progettisti, come consulenti dei Paesi stranieri per la gestione del processo o l'adattamento alla normativa italiana, ma anche accanto ai produttori di componenti. A partire da qui, valorizzando il tema dell'internazionalizzazione, come Ordine vogliamo lavorare nel 2015 facendo dialogare i diversi operatori, dall'editoria ai designer, organizzando degli incontri B2B con operatori stranieri. Lo scambio internazionale funzionerà, nonostante tutto".

Expo come grande possibilità di marketing urbano per presentare ai visitatori le qualità architettoniche spesso poco conosciute della città di Milano e la filiera del Made in Italy. Ecco allora che l'Ordine degli Architetti di Milano conta di investire sul progetto 'Itinerari' per far scoprire percorsi inediti di architettura moderna e contemporanea (in diverse lingue), e di presentare in modo aggregato progettisti, designer, operatori e produttori di componenti edili. "Dopo i mesi passati a cercare di avere procedure trasparenti per gli appalti di Expo ora, a 100 giorni dall'evento, guardiamo al futuro - ha commentato Bottelli - continuando comunque a vigilare sulle scelte che vengono fatte, cercando di portare un contributo propositivo senza gli errori che hanno caratterizzato Expo. Per noi la promozione dei concorsi di progettazione aperti resta la via preferenziale per l'assegnazione di opere pubbliche rilevanti".

In campo per Expo non mancano le firme italiane più note. Michele De Lucchi è in campo per Expo con il Padiglione Zero e con il Padiglione di Intesa Sanpaolo, Official Global Partner dell'evento. In questo secondo caso lo studio milanese Amdl ha progettato una struttura di mille mq caratterizzata da un rivestimento realizzato secondo una particolare tecnica di costruzione a scandole (vedi il video con la costruzione del padiglione). In occasione di Expo De Lucchi inaugurerà sempre a Milano nell'area di Porta Nuova anche il Padiglione di Unicredit: un "seme" in legno di 3200 mq di superficie interna con uno scheletro di travi e centine in legno lamellare. Sull'involucro saranno proiettati film e concerti e diventerà un'area per eventi, al suo interno ci sarà anche un auditorium e un asilo nido per 50 bambini.

Nemesi è tra i pochi ad essere arrivato nel cantiere di Expo attraverso un concorso: lo studio romano ha vinto la competizione e sta realizzando il padiglione italiano e più recentemente è stato coinvolto anche per la costruzione del padiglione per la compagnia cinese Joomoo. Doppio incarico ancora per Italo Rota che sta lavorando per il padiglione del Kuwait e per il padiglione del vino promosso dal Vinitaly (oltre che per la grande mostra in corso di allestimento alla Triennale). Dedicati specificatamente al vino sono previsti tre piani e oltre 1.300 etichette da scoprire e degustare. Sono questi i numeri del Padiglione Vino Expo 2015, che sorgerà all'interno del Padiglione Italia e sarà totalmente dedicato ai vini prodotti nel nostro Paese. A svelare le caratteristiche della struttura è stato Lamberto Vallarino Gancia: "al primo piano si potrà giocare con i sensi, 'sentire gli odori e i rumori del vino', al piano superiore, invece, spazio alle degustazioni, al terzo piano, infine, una terrazza dedicata agli eventi".

Doppietta anche per Piuarch che ha portato a casa l'incarico per il padiglione di un altro sponsor dell'evento 2015, Enel, e per l'edicola di Caritas.

Lo spazio Coca-Cola è progettato dallo studio Peia Associati e salirà vicino al Padiglione Italia e alla Lake Arena: è un parallelepipedo alto 12 metri con una superficie complessiva di mille mq realizzato in un'ottica completamente sostenibile. Il progetto riproduce nelle pareti esterne, in vetro e legno, il logo Coca-Cola e la silhouette di Contour, la storica bottiglia in vetro che nel 2015 compirà 100 anni. L'ingresso e l'uscita saranno caratterizzati da cascate d'acqua su cui saranno proiettati video e animazioni. La copertura sarà verde. Dopo l'Expo? Il padiglione è stato concepito con l'ampiezza di un campo da basket e al termine dell'esposizione verrà ricostruito per diventare uno spazio dedicato allo sport per la città.

Mario Cucinella Architects ha stilato le linee guida sulla sostenibilità di Expo con la società no profit Building Green Futures e ha firmato il progetto per il padiglione della Granarolo. Antonio Citterio e Patricia Viel hanno firmato il progetto per le opere di accessibilità nell'area Expo e sono stati coinvolti nell'operazione di Cascina Merlata.

Rpa ha lavorato alla progettazione del padiglione della Repubblica islamica dell'Iran. Lombardini22 è lo studio progettista dei ponti delle vie d'acqua, sui Navigli, "un progetto aggiudicato attraverso un concorso ad inviti promosso da Expo attraverso Metropolitane Milanesi" spiega Marco Amosso uno dei partner, e grazie alla rete del colosso AECOM, L22 è in campo anche per il Padiglione Britannico come local architect, "non lavoriamo dalla parte dell'impresa ma del committente che ha affidato il progetto ad un artista. L'opera è stata costruita sostanzialmente in Inghilterra e a Milano viene portata e installata. Noi (come partner locali di AECOM) seguiamo la direzione lavori e siamo incaricati per la sicurezza".

Tra i pochi team ad aver vinto un concorso per Expo ci sono Onsitestudio e Liverani e Molteni che inizialmente si erano aggiudicati la gara per la piastra dei servizi: avevano vinto un concorso di idee e dopo l'aggiudicazione il loro progetto è stato sviluppato da altri (si legga l'intervista a Maurizio De Caro). "La nostra esperienza è complicata - racconta Angelo Lunati, Onsitestudio - abbiamo vinto una gara che non era finalizzata a cercare un team di progettisti che sviluppasse il progetto, inizialmente siamo stati coinvolti come consulenti di MM, ente scelto per sviluppare la progettazione, ma da quando è partito l'appalto integrato non abbiamo avuto nessun coinvolgimento sulla progettazione esecutiva e sulla direzione lavori. Siamo anche noi curiosi di vedere il risultato finale - aggiunge Lunati - dalle prime foto ci rendiamo conto che c'è stata una sovrastruttura del progettista dell'esecutivo su alcuni dettagli (tipo il parapetto) che erano elementi importantissimi in un progetto così semplice e lineare". Onsitestudio però nel 2015 completerà comunque un importante cantiere: il nuovo hotel di Reale Immobili di fronte alla stazione centrale di Milano.

Un altro concorso era stato vinto da Alessandro Scandurra che è il progettista dell'Expo Gate, edificio realizzato nel cuore di Milano che ha già iniziato la sua vita nei mesi scorsi ed è anche in lizza per il premio europeo Mies Van der Rohe 2015: 1000 mq coperti su due livelli, metallo e vetro per un'altezza di 18,5 m che hanno richiesto 120 giorni per la progettazione e 150 per la costruzione, per dare continuità ai due volumi e sottolineare la sensazione che lo spazio pubblico sia indistintamente coperto e non. Il pavimento di Expo Gate è lo stesso della piazza esterna di 4000 mq.

Sono centinaia i professionisti che gravitano intorno ad Expo. In questi mesi si sono moltiplicati i siti web dedicati all'evento e rivolti alle imprese e alle aziende, tanti i tentativi di fare rete, c'ha provato senza successo l'Ordine suggerendo un elenco di professionisti ad Expo. Alla fine ha prevalso la strada dell'improvvisazione e dell'autonomia del singolo: non è stato un gioco di squadra ma il sistema Italia è in campo. "Molti padiglioni sono ancora alle fondazioni" raccontano i progettisti che ogni giorno vanno in cantiere a seguire i lavori. Ma per tutti oggi l'unico obiettivo è fare bene e fare presto: 100 giorni per arrivare al traguardo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: cultura; food
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