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Nuovo e moderno polo multifunzionale al posto dell’officina ottocentesca

Torino riqualifica e riusa: dopo tre anni di lavori, nuova vita per le ex OGR

di Francesco Fantera | pubblicato: 07/09/2017
OGR - Officine Grandi Riparazioni
Cultura
Dove si trova:
tORINO
Corso Castelfidardo, 22
Progetto:
FOR eNGINEERING ARCHITECTURE
Piazza Lagrange, 1 - Torino
Committenza:
FONDAZIONE CRT
Via XX Settembre, 31 - Torino
"Ci sono state tante complessità ma anche l’entusiasmo di ridare vita ad un luogo bellissimo e unico, un elemento forte della comunità cittadina, aprendolo al mondo"
Giovanni Quaglia
Torino riqualifica e riusa: dopo tre anni di lavori, nuova vita per le ex OGR
"Ci sono state tante complessità ma anche l’entusiasmo di ridare vita ad un luogo bellissimo e unico, un elemento forte della comunità cittadina, aprendolo al mondo"
Giovanni Quaglia

Cento milioni di euro, mille giorni di cantiere, 35.000 mq di spazi, 115 km di impianti e ben 800mila kg di acciaio per la carpenteria e i bulloni. Sono solo alcuni dei numeri dell’operazione, finanziata dalla Fondazione CRT, che ha dato una nuova vita alle Officine Grandi Riparazioni (OGR), in un’area centralissima di Torino.

Le soluzioni adottate per la riqualificazione del sito sono state il frutto del lavoro di diversi team. Lo studio torinese FOR Engeneering Architecture con Zumaglini & Gallina si sono occupati della progettazione integrata e architettonica generale, Carlo Ratti Associati ha sviluppato il concept preliminare generale, mentre Building Engineering ha curato la progettazione delle aree esterne e dei ristoranti. Il risultato, dopo poco meno di tre anni di cantiere, è stata la trasformazione da officina di epoca ottocentesca per la riparazione dei treni in stato di semiabbandono, a moderno polo ricreativo multifunzionale.

Un importante lavoro di progettazione, con soluzioni tecnologiche innovative, e un’elevata sostenibilità ambientale, un progetto accessibile 7 giorni su 7 attento alla salvaguardia del valore storico della struttura originale. Gli interventi di riqualificazione hanno quindi avuto un impatto ridotto sulle volumetrie originali essendo reversibili e riconoscibili non solo per l’utilizzo di nuovi materiali, ma anche per la scelta dei colori e dei dettagli.

“Ci sono state tante complessità - ha spiegato Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione CRT e delle OGR - ma anche l’entusiasmo di ridare vita ad un luogo bellissimo e unico, un elemento forte della comunità cittadina, aprendolo al mondo”. Rispetto all’ipotesi iniziale della sola messa in sicurezza della struttura infatti, il progetto finale ha posto le basi per la creazione di uno dei maggiori esempi, a livello europeo, di venture philanthropy. In pratica la Fondazione CRT destinerà risorse proprie ad uso pubblico, puntando alla valorizzazione delle arti visive, di quelle performative e della tecnologia.

Dalla stipula della convenzione con il comune di Torino, la rinascita delle OGR si è basata sul concetto di riconversione industriale. La suddivisione delle strutture in tre grandi aree ha dato vita alla creazione di zone fisicamente divise ma integrate fra loro. Nelle Officine Nord troverà spazio la ricerca artistica, mentre nelle Officine Sud, quella scientifica, tecnologica e industriale. Ad unire i due edifici, sarà uno spazio dedicato all’enogastronomia, elemento ormai imprescindibile per tutti gli spazi con velleità ricreative.

Dal 30 settembre, data di apertura delle OGR, sarà quindi possibile passare il tempo visitando una mostra, bevendo un caffè in compagnia, o anche passeggiando per le due grandi piazze pubbliche, circondati da installazioni di vari artisti internazionali.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura
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