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Un prototipo per sperimentare le possibilità di spazi dedicati a laboratori pedagogici in contesti museali nato dalla collaborazione con Enel Cuore, Reggio Children e Labics

La forma dell’educazione nella riconfigurazione degli EduLab al Maxxi di Roma

di Elena Pasquini | pubblicato: 02/01/2020
Il progetto F.A.R.E. esce dalle scuole d’infanzia e primarie e trova una sua sintesi ripensando gli ambienti in cui esplorare e interpretare i processi creativi dell’arte e dell’architettura
La forma dell’educazione nella riconfigurazione degli EduLab al Maxxi di Roma
Il progetto F.A.R.E. esce dalle scuole d’infanzia e primarie e trova una sua sintesi ripensando gli ambienti in cui esplorare e interpretare i processi creativi dell’arte e dell’architettura

La contaminazione delle esperienze per la realizzazione di nuovi spazi e contesti d’apprendimento. Anche alla luce di quanto emerso nella giornata di studio organizzata dal Maxxi “Leggere lo spazio” di inizio 2019 (ne avevamo scritto in “Architettura per i bambini, un laboratorio di democrazia”). Nascono dalla collaborazione tra Enel Cuore Onlus, Fondazione MAXXI - Ufficio Educazione, Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi e lo studio d’architettura Labics i due ambienti dedicati ai laboratori pedagogici del Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Spazi che diventano strumenti pedagogici, contesti d’apprendimento dove esplorare e interpretare meglio i processi creativi dell’arte e dell’architettura.

Un anno e mezzo di confronto e lavoro che hanno portato fuori dagli edifici scolastici il progetto Fare Scuola, che dal 2015 vede Fondazione Reggio Children e Enel Cuore Onlus collaborare per riqualificare gli ambienti di scuole d’infanzia e primaria e promuovere un cambiamento della didattica a partire dalle potenzialità che gli spazi offrono. Ad oggi il progetto ha interessato 60 istituti e oltre 10mila bambini; l’obiettivo è arrivare a 100 scuole in tutta Italia.

«I nuovi ambienti del progetto F.A.R.E. favoriscono l’apprendimento dell’arte e dell’architettura del nostro secolo in modo innovativo, dando spazio alla creatività e all’interazione, assecondando le diverse esigenze dei bambini» ha affermato Patrizia Grieco, Presidente di Enel e di Enel Cuore durante la presentazione degli EduLab.

Un’esperienza di “co-progettazione” tra architetti, pedagogisti e storiche dell'arte. Marta Morelli, Responsabile di MAXXI Educazione, definisce così il percorso che ha portato a ripensare gli ambienti di EduLab 1 e EduLab 2.
Al piano terra, EduLab1 un prisma vetrato e permerabile, in posizione di grande visibiltà, in costante simbiosi con la hall. Domina un dinamismo verticale e il tema della bottega artigianale trova realizzazione nelle pareti attrezzate del laboratorio, con superfici che si offrono come strumenti di lavoro, cassettiere mobili, piani di lavoro a scomparsa che possono diventare anche vetrina, pareti magnetiche, tavoli e sgabelli. Grandi verticalità e un gioco costante tra aspetto visivo e funzionalità da scoprire.
Al primo piano, EduLab 2 è un luogo appartato con vista sulla hall, che può favorire la condivisione dei contenuti emersi durante l’esplorazione delle mostre e dell’architettura del museo. Qui il dinamismo è dato dalla struttura a gradinate composta da moduli quadrati aggregabili di diversa altezza (25, 50 e 75 cm), che possono fungere da sedute, piani di lavoro e, i moduli più alti, anche da contenitori. Questo paesaggio dinamico, flessibile e interattivo, offre illimitate possibilità combinatorie consentendo di modellare l’ambiente didattico secondo configurazioni diverse. Una parete verticale attrezzata, una dedicata a proiezioni immersive e una fatta di pannelli scrivibili completano l’ambiente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: formazione
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