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Dal caso di Verona una riflessione sulle criticità legate all’aggiornamento degli archivi e ai tempi della burocrazia

Digitalizzazione e Pa. Quale alternativa al volontariato dei geometri tirocinanti?

di Redazione | pubblicato: 05/02/2021
«Dopo aver esposto all’Amministrazione le difficoltà di accesso ai titoli edilizi ci siamo attivati per trovare una soluzione, proponendo di contribuire a digitalizzare l’archivio cartaceo dell’edilizia privata».
Fiorenzo Furlani
Digitalizzazione e Pa. Quale alternativa al volontariato dei geometri tirocinanti?
«Dopo aver esposto all’Amministrazione le difficoltà di accesso ai titoli edilizi ci siamo attivati per trovare una soluzione, proponendo di contribuire a digitalizzare l’archivio cartaceo dell’edilizia privata».
Fiorenzo Furlani

Digitalizzazione e Pa: un tema sotto i riflettori da mesi per la mole di richieste di accesso agli atti legati agli incentivi statali, in primis il Superbonus, ma anche per le conseguenze dello smart working negli uffici tecnici. Da Nord a Sud è il mondo delle professioni a denunciare lentezze e criticità: architetti e ingegneri, in particolare, chiedono di rafforzare le squadre dei tecnici comunali, di investire sulle risorse umane. I geometri scelgono una strada proattiva, mettendo a disposizione le proprie competenze (nella maggior parte dei casi però, gratuitamente).

A Verona il tema è particolarmente sentito, anche in risposta all’annuncio da parte della Pa di accelerare la messa a punto di un portale telematico per consultare le pratiche edilizie da remoto e automatizzare tutto il processo dell’accesso agli atti. Nel capoluogo scaligero al momento la digitalizzazione della banca dati del Comune è all’8%: l'archivio cartaceo parte dal 1945 e arriva al 2013 (gli anni successivi sono già digitalizzati). “Tante le richieste di accesso agli atti che arrivano agli uffici dell’Edilizia privata. Un po' per effetto delle agevolazioni previste dal Superbonus 110%, ma quello dell’edilizia privata è un settore che tiene nonostante la pandemia. Stiamo lavorando – si leggeva in una nota del Comune lo scorso autunno – per velocizzare il processo di digitalizzazione del vasto archivio dell’edilizia privata. Anche per agevolare i cittadini nella consultazione e nel reperire le pratiche da remoto, senza recarsi negli uffici comunali”. L’annuncio di un portale sul sistema informativo del Comune SIG è arrivato poco prima di un rimpasto di giunta. E i professionisti lamentano che in questi mesi poco si sia effettivamente concretizzato.  

In questi giorni il Collegio Geometri ha firmato con il Comune di Verona un protocollo di intesa per scansionare migliaia di atti cartacei conservati negli archivi comunali, al fine di facilitarne la fruizione da remoto. A partire dal 2 febbraio (facendo seguito ad una comunicazione dello scorso novembre) e per un intero anno, 40 geometri volontari si impegneranno a rendere accessibile online la documentazione comunale, che oggi ammonta a circa 250mila fascicoli, circa il 92% del totale delle pratiche edilizie veronesi. «Dopo aver esposto all’Amministrazione le difficoltà di accesso ai titoli edilizi – ha detto il presidente del Collegio Geometri scaligeri Fiorenzo Furlani – ci siamo attivati per trovare una soluzione, proponendo di contribuire a digitalizzare l’archivio cartaceo dell’edilizia privata».

Un supporto, ma non una scelta risolutiva, secondo gli architetti e gli ingegneri della provincia di Verona. Ecco che Andrea Falsirollo, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, ha inviato nei giorni scorsi una lettera a sindaco e giunta scaligera. “Se l’edilizia è in buona salute tutta l’economia ne giova – ha esordito –. La parola più usata in questo periodo è ‘superbonus’, un’idea del Governo per mantenere vivo il settore più importante dell’economia. Tuttavia, questa disposizione è tanto importante quanto complessa e richiede, per essere attuata, il coinvolgimento degli uffici comunali sia per l’accesso agli atti che per i titoli autorizzativi necessari per procedere con gli interventi. Già in tempi non sospetti era stato fatto presente il problema dell’accesso agli atti, al quale non è stata data la giusta attenzione e oggi ne paghiamo le conseguenze” prosegue Falsirollo a nome dell’Ordine. “In particolare, riteniamo che sia necessario digitalizzare completamente tutto l’archivio. Non basta scansionare – precisa il presidente degli Ingegneri –– essendo un investimento considerevole si potrebbe incaricare una ditta con competenze specifiche. La digitalizzazione della Pubblica amministrazione – per l’Ordine degli Ingegneri – non può essere affidata a un servizio gratuito e volontario”.

Anche gli architetti hanno recentemente esposto alcune perplessità riguardo la gestione della burocrazia locale in un’intervista al quotidiano L’Arena. «Ciò che urge per una vera rigenerazione urbana è poter lavorare lungo una “corsia preferenziale” con iter semplificati, snelli, chiari e definitivi» racconta il presidente dell’Ordine Amedeo Margotto, che spiega come i lunghi tempi possano rischiare inficiare anche le potenzialità delle misure governative.

Verona è una delle città italiane in cui tutte le professioni si sono fatte sentire. Ma la questione è calda ovunque. E nella maggior parte dei casi per il momento si è optato per soluzioni provvisorie facendo leva sulla “buona volontà” di professionisti, magari tirocinanti. Sarà così a Torino dove il nuovo registro online dell’archivio edilizio – per il quale i lavori sono iniziati nel novembre 2020 – sarà creato grazie alla collaborazione del Collegio dei geometri, che a tal proposito metterà a disposizione dei Comuni di Torino e Settimo Torinese alcuni tirocinanti. Il loro compito consisterà nell’affiancamento ai responsabili degli Uffici comunali e nell’esame, nel riordino e nella scansione dei fascicoli presenti nell’Archivio Edilizio, permettendo così l’accesso da remoto alle pratiche, da parte di cittadini e professionisti. Anche qui l’accordo arriva in risposta alle numerose richieste dei professionisti, che da tempo chiedono un aggiornamento del sistema in modo da poter velocizzare il lavoro.

Una strada che anche i geometri umbri sono pronti a intraprendere. «Sia a causa della pandemia, sia per la grande quantità di richieste, i tempi di attesa per l’accesso agli atti si allungano, questo nonostante gli sforzi di molti sindaci e assessori dei comuni minori. Ne è un esempio il Comune di Perugia, che essendo il più grande, incontra maggiori difficoltà» ha spiegato in una recente intervista Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei geometri della provincia di Perugia. Proprio per queste ragioni, il Collegio ha proposto di utilizzare il Fondo rotativo messo a disposizione dalla Cassa geometri e di avvalersi della collaborazione di tirocinanti iscritti nel registro dei praticanti per digitalizzare gli archivi, come parte del periodo di formazione necessario all’abilitazione. Attualmente la proposta è al vaglio del presidente dell’Anci Umbria, Michele Toniaccini.

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Tag: norme e regole
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