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L’Università ha aumentato del 70% il più antico orto botanico del mondo. Spesa: 20milioni. Progetto firmato Vs Associati

A dieci anni dal concorso, porte aperte al Giardino della biodiversità di Padova

di Paola Pierotti | pubblicato: 12/09/2014
"La sfida di oggi è proiettare questa importante eredità nel futuro, trasformando il giardino botanico universitario più antico nel mondo in un fulcro dell’attività di ricerca e di diffusione del pensiero scientifico e della sensibilità ambientale"
Giuseppe Zaccaria
A dieci anni dal concorso, porte aperte al Giardino della biodiversità di Padova
"La sfida di oggi è proiettare questa importante eredità nel futuro, trasformando il giardino botanico universitario più antico nel mondo in un fulcro dell’attività di ricerca e di diffusione del pensiero scientifico e della sensibilità ambientale"
Giuseppe Zaccaria

Dal 16 settembre chi visiterà l’Orto Botanico di Padova, il più antico al mondo e Patrimonio Unesco, potrà accedere al Giardino della biodiversità: un progetto importante per la città universitaria ma anche per il Paese, essendo già considerato tra i più moderni e innovativi esempi di divulgazione scientifica applicata alla botanica, e insieme di documentazione, a livello internazionale.

A Padova grandi e piccoli, addetti ai lavori e non, potranno fare un viaggio dalle aree tropicali alle zone subumide, dalle zone temperate a quelle aride. In questo nuovo spazio è visibile il patrimonio di biodiversità (1300 specie) che ogni angolo della Terra custodisce, dal più ricco al più povero, dal più protetto al più minacciato.

“L’Orto botanico di Padova è famoso in tutto il mondo, oltre che per la sua bellezza artistica e naturale davvero unica, come “culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura”, come è riportato nella motivazione in base alla quale nel 1997 esso è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. La sfida di oggi è proiettare questa importante eredità nel futuro, trasformando il giardino botanico universitario più antico nel mondo in un fulcro dell’attività di ricerca e di diffusione del pensiero scientifico e della sensibilità ambientale”. Così il rettore Giuseppe Zaccaria in occasione dell’inaugurazione del nuovo Giardino della biodiversità presenta la più importante trasformazione dell’Orto botanico di Padova nei suoi 450 anni di storia. Un progetto importante che ha visto aumentare la superficie a disposizione delle piante e del pubblico di circa il 70%, passando da 22.000 a 37.000 metri quadri.

Il nuovo giardino si estende su una superficie di un ettaro e mezzo nel cuore del centro storico di Padova, tra le basiliche di Sant’Antonio e di Santa Giustina, a lambire il Prato della Valle. L’intervento si caratterizza per la costruzione di un nuovo edificio che si presenta con un parallelepidedo di un unico piano di vetro lungo 100 metri, "ottenuto con la messa a punto di un nuovo sistema di fissaggio delle lastre, senza profili esterni e in grado di sopportare carichi di vento oltre i 400 kg/mq" spiegano i progettisti.

“Le superfici opache interne ed esterne sono state rivestite con un composto fotocatalitico che sfrutta i raggi ultravioletti per dar luogo a una reazione chimica. Il suo effetto – dicono i tecnici - è un abbattimento considerevole dell’inquinamento atmosferico: le stime parlano di 150 metri cubi/metro quadro ripuliti dagli agenti inquinanti ogni giorno”. La copertura della serre è composta di cuscini di Etilene TetrafluoroEtilene (ETFE), un materiale plastico resistente alla corrosione, più leggero e trasparente del vetro ai raggi ultravioletti, vitali per le piante. La loro forma permette di accogliere il calore del sole, creando un cuscinetto d’aria che riduce le dispersioni per irraggiamento nelle fasi notturne.

Sono serviti dodici anni per realizzare quest’opera. Nel 2002 è stata offerta all’Università l’opportunità di ampliare l’area dell’Orto storico con l’acquisizione di un terreno confinante (l’area in questione era già stata proposta dall’Unesco come zona di salvaguardia, utile per preservare il monumento rispetto allo spazio urbanizzato circostante). Il passo successivo è avvenuto due anni dopo con il concorso internazionale “per il restauro e lo sviluppo” dell’Orto botanico aggiudicato nel 2005 e vinto da Giorgio Strappazzon dello studio VS Associati di Vicenza, che si è classificato primo tra le 45 proposte in gara. Nel 2009 è stato aperto il cantiere, nel 2013 sono stati consegnati i lavori. “L’ultimo anno – dichiara il rettore - è stato infine dedicato alla messa a dimora di oltre 1.300 specie vegetali, che si aggiungono alle 6.000 già presenti nel giardino cinquecentesco, e alla realizzazione dei percorsi espositivi. Sono serviti 20 milioni di euro, in buona parte provenienti dal bilancio dell’Università, per realizzare un’opera destinata a costituire un esempio a livello europeo per questo tipo di interventi”.

Anche le nuove tecnologie elettroniche sono di casa nel Giardino della biodiversità: smartphone e tablet diventano strumenti con cui i visitatori potranno relazionarsi con gli ambienti e le piante. Il web come strumento per aumentare le possibilità di comunicazione e la diffusione delle conoscenze botaniche, naturale evoluzione del modo di raccontare i cinquecento anni di esperienza scientifica dell’Orto botanico. Con la nuova app per Android e iOS la visita inizia prima dell’arrivo nell’Orto e può continuare anche una volta usciti dai suoi cancelli. Inoltre, durante la visita, grazie a rilevatori di prossimità collocati nel giardino, la app notifica al visitatore la possibilità di accedere a contenuti di approfondimento.

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