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Nell’area dell’ex Olivetti di Scaramagno un polo produttivo attento alla comunità e all’ambiente

Design e industrializzazione. Decolla nel Canavese la Gigafactory di Pininfarina

di Chiara Brivio | pubblicato: 25/02/2021
La parola chiave è Dfma (Design for manifacture and assembly) al quale, puntualizza l’architetto, si va ad aggiungere il “dismantling” o “smontaggio”, in un’idea di completa circolarità dell’opera.
Design e industrializzazione. Decolla nel Canavese la Gigafactory di Pininfarina
La parola chiave è Dfma (Design for manifacture and assembly) al quale, puntualizza l’architetto, si va ad aggiungere il “dismantling” o “smontaggio”, in un’idea di completa circolarità dell’opera.

Inserimento nel contesto, industrializzazione edilizia, impatto sociale e ambientale: questi i punti cardine su cui si baserà il nuovo progetto di Pininfarina Architecture per la prima “Gigafactory” italiana, la più grande in Europa, che sorgerà nell’ex area Olivetti di Scarmagno (Torino), in una zona strategica del Piemonte nei pressi di Ivrea.

Un polo industriale commissionato da Italvolt in un’area di 300mila mq, per un investimento complessivo di 4 miliardi di euro, e che sarà dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici. Un sito, quello di Scarmagno, che andrà da una capacità iniziale di 45 GWh fino i 70 GWh, e che è stato recentemente individuato dalla società guidata da Lars Carlstrom per la sua posizione strategica da un punto di vista logistico e per le sue preesistenti caratteristiche industriali. La Gigafactory si ergerà infatti sull’area che gli architetti Marco Zanuso ed Eduardo Vittoria avevano scelto già negli anni ’60 per una delle fabbriche della Olivetti (con il contributo di un giovane Renzo Piano). Una superficie totale di oltre 1 milione di mq, oggi di proprietà del Fondo Monteverdi gestito da Prelios sgr.

Perché quindi Pininfarina Architecture? Lo spiega Giovanni de Niederhäusern, senior vice president della divisione di architettura del gruppo: «In generale come Pininfarina Architecture ci stiamo dedicando sempre di più a progetti di taglio industriale, anche per fattori legati al periodo storico in cui ci troviamo» spiega. Progetti sempre più attenti al contesto in cui si inseriscono, sensibili anche agli aspetti funzionali e sociali dell’architettura, «che possono andare a migliorare la qualità della vita e avere un impatto positivo anche sull’ambiente» dice.

«Anche a causa dell’accelerazione della pandemia, si registrano novità nel modo in cui viviamo, e di conseguenza è cambiata anche l’idea di fare impresa – continua l’architetto –. Non è più solo una questione di business plan, bisogna guardare al contesto e a tutta la filiera». Un’architettura che, soprattutto nel campo industriale, dovrà essere sempre più duttile e flessibile, attenta sì a rispettare le esigenze della committenza, ma anche coerente con i mutamenti di spazi e funzioni. «Lo spazio può facilitare e gestire processi interni – dice de Niederhäusern –, assecondando la necessità di evoluzione delle diverse fasi industriali. Deve sapersi adattare anche a una tecnologia come quella di questo specifico progetto, che cambia con grandissima velocità. Basti pensare che siamo già alla terza e quarta generazione di batterie».

Una flessibilità che, nel caso della Gigafactory, sarà garantita anche dalla scelta della tecnologia offsite per il cantiere, che riesce ad assicurare un maggiore rispetto delle tempistiche dei lavori e un contenimento dei costi. «Credo che oggi la prefabbricazione abbia fatto un salto radicale – continua ancora –. Con l’offsite si riescono a costruire in fabbrica le componenti, che posso essere montate nel sito in tempi molto brevi. È una tecnologia che inoltre permette una più facile manutenzione, e poi all’opera di essere assemblata e smontata nelle sue diverse parti, seguendo l’evoluzione dell’edificio nel tempo» prosegue de Niederhäusern. Il polo industriale sarà quindi «un edificio vivo che cambierà pelle ed evoluzione, e l’architettura a questo si adatterà».

La parola chiave è Dfma (Design for manifacture and assembly – progettazione per la produzione e l’assemblaggio in italiano) al quale, puntualizza l’architetto, si va ad aggiungere il “dismantling” o “smontaggio”, in un’idea di completa circolarità dell’opera. «Il Dfma nasce con l’automobile, e con questo chiudo il cerchio – puntualizza, facendo riferimento alle expertise di Pininfarina nel campo dell’automotive – Ogni edificio, come un auto, è un oggetto complesso che richiede una estrema customizzazione dei suoi componenti, ma sempre contenendo i costi». E questo non solo in campo industriale, ma anche commerciale e residenziale.

Ma a Scarmagno non sorgerà solo un polo produttivo “green”, dove si fabbricheranno componenti di auto meno inquinanti per il futuro, ma rappresenterà un importante intervento che auspicabilmente risolleverà anche le sorti di un territorio economicamente depresso come il Canavese. Secondo le stime, infatti, la fabbrica a pieno regime dovrebbe impiegare 4mila addetti, che dovrebbero salire a 15mila se si considera l’indotto. Un progetto che, per questo motivo, ha ricevuto il sostegno anche della giunta regionale guidata dal governatore Alberto Cirio e degli enti locali. E secondo i piani, dentro il polo dovrebbe sorgere anche un laboratorio di ricerca e sviluppo, realizzato da Comau, azienda parte del neonato gruppo Stellantis e leader mondiale nel campo dell’automazione industriale, che fornirà anche gli impianti e le tecnologie per la gigaplant. Oltre al laboratorio, sono previsti anche degli spazi di “restituzione alla comunità”, aggiunge il vice president di Pininfarina, con funzioni pubbliche e programmi di formazione per i giovani, in modo particolare per i “neet”.

A breve al via lo studio di fattibilità, al quale farà poi seguito un confronto con la sovrintendenza per capire quali aspetti dell’architettura di Zanuso e Vittoria saranno da «valorizzare, mantenere e preservare», chiude l’architetto. E per il 2024 è previsto il taglio del nastro per la prima fase di realizzazione. 

Immagine di copertina: render Italvolt Gigafactory ©Pininfarina Architecture

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: energia; industria
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