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Budget di 600mila euro da dividere fra i quattro vincitori. Deadline per partecipare al 16 giugno

Al via Culturability 2.0: bando biennale e sostegno a realtà in crescita

di Francesco Fantera | pubblicato: 21/04/2020
«Obiettivo del bando è sostenere i pionieri del settore per sperimentare nuovi modi di progettare, produrre, distribuire e fruire cultura»
Roberta Franceschinelli
Al via Culturability 2.0: bando biennale e sostegno a realtà in crescita
«Obiettivo del bando è sostenere i pionieri del settore per sperimentare nuovi modi di progettare, produrre, distribuire e fruire cultura»
Roberta Franceschinelli

Consolidamento e tempo. Queste le due parole chiave del nuovo Culturability suggerite da Elena Ostanel, ricercatrice dello IUAV intervenuta in occasione della presentazione virtuale della versione biennale del bando (2020-2022). In un momento di forte difficoltà per il mondo della cultura, a maggior ragione nel medio periodo per le ripercussioni della diffusione del Covid-19, torna il contest che ha fra i suoi obiettivi principali quello di sostenere i centri culturali. Ma, diversamente dal passato, c’è una novità importante.

Dopo cinque edizioni la Fondazione Unipolis, il soggetto promotore, ha cambiato le carte in tavola andando ad attualizzare gli obiettivi, ridefinendo i tempi e i destinatari del programma. La selezione avverrà in due fasi. La prima verrà superata da 15 proposte, ma solo quattro potranno accedere ai finanziamenti e al supporto concreto garantito dal bando. Il budget complessivo del bando, che include contributi ai beneficiari e costi di tutte le attività di supporto, è di 600mila euro. Termine ultimo per partecipare fissato al 16 giugno 2020.

Cosa cambia. Lo scopo è quello di favorire non più la nascita, ma la crescita di realtà già consolidate e attive sul suolo italiano. In questo modo, ha spiegato la responsabile del bando Culturability Roberta Franceschinelli, si vuole «sostenere i pionieri del settore per sperimentare nuovi modi di progettare, produrre, distribuire e fruire cultura». Diverso, quindi, l’oggetto stesso della gara che dai luoghi rigenerati si sposta sui luoghi rigeneranti. Di conseguenza sono state rimodulate anche le modalità di supporto ai vincitori e suddivise in tre strumenti. Un grant in forma di erogazione liberale (massimo 90mila euro per singolo progetto); un contributo economico sotto forma di voucher destinato ad attività di consulenza, ricerca e sviluppo e formazione di 30mila euro; supporto di mentor che seguiranno le organizzazioni coinvolte.

Il bando. Il primo step prevede la verifica da parte di esperti della Fondazione Unipolis e dei partner (su tutti la Direzione generale Creatività Contemporanea del MiBACT e Coopfond) delle domande ricevute con la successiva selezione di non più di 15 centri culturali che, in questo modo, accedono alla seconda fase. L’esito di questa prima scrematura sarà comunicato entro il 24 luglio 2020. I finalisti parteciperanno ad un camp previsto per il 14 e 15 settembre 2020. Se necessario, gli incontri si svolgeranno in modalità telematica. La due giorni servirà a definire le direttrici di sviluppo, i bisogni da colmare e i cambiamenti da realizzare da parte dei proponenti, al fine di ottenere il supporto della Fondazione Unipolis. A chiusura dell’incontro i partecipanti dovranno presentare una roadmap che vada a rielaborare i consigli e gli insegnamenti recepiti. Entro il 24 ottobre 2020 verrà comunicato l’esito dalla Commissione di valutazione composta da Alessandro Bollo (direttore Polo del ‘900), Antonella Bonaduce (consulente PON città metropolitane), Giovanni Laino (professore Università di Napoli Federico II), Massimo Mancini (direttore Teatro Stabile della Sardegna) e Pierluigi Stefanini (presidente Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis).

Criteri di valutazione. Sette i principi che guideranno le scelte della Commissione e che sono esplicitati nel regolamento. Fra questi il valore culturale e della qualità artistica della proposta insieme alla capacità di attivare un confronto tra la dimensione territoriale, nazionale ed internazionale. Importante anche la capacità di promuovere relazioni fra diversi soggetti e di attivare percorsi di co-progettazione e coinvolgimento dei cittadini e delle comunità. Non manca il riferimento all’innovazione sociale che si traduce nell’abilità di promuovere inclusione e coesione e di rispondere ai bisogni locali. Rilevante sarà anche la qualità e l’ampiezza degli spazi del centro culturale contestualmente alla scala dell’intervento. Fondamentale, infine, la presenza di una strategia generativa orientata al cambiamento nel lungo periodo.

Per conoscere il bando, visita la pagina dedicata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; spazi pubblici
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