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Mentre il Progetto Italia tenta il decollo, il libro edito da “The Skill Press” ricostruisce la parabola discendente del comparto negli ultimi anni e i suoi riflessi mediatici

Boom e crollo delle grandi imprese infrastrutturali: la crisi in formato e-book

di Elena Pasquini | pubblicato: 10/01/2020
Il prolungato blocco del settore ha inciso sul ridimensionamento delle stime di crescita del Paese: dal +1,5% ipotizzato nella legge di Bilancio del 2018 per il nostro Pil si è passati allo +0,2% della Commissione europea per il 2019.
Boom e crollo delle grandi imprese infrastrutturali: la crisi in formato e-book
Il prolungato blocco del settore ha inciso sul ridimensionamento delle stime di crescita del Paese: dal +1,5% ipotizzato nella legge di Bilancio del 2018 per il nostro Pil si è passati allo +0,2% della Commissione europea per il 2019.

Dieci anni di crisi. Il termometro del comparto attraverso i dati dei rapporti annuali. Il racconto dei giornalisti sugli organi di stampa. Nel libro digitale firmato da Dario Tasca ed edito da The Skill Press, si racconta il periodo di crescita e quello di difficoltà del sistema con un passaggio specifico sull’intervento strategico di Cdp e “l’eccezione Condotte”.

Le premesse - In Italia il prolungato blocco del settore e la crisi dei grandi player hanno inciso sul ridimensionamento delle nostre stime di crescita: dal +1,5% ipotizzato nella legge di Bilancio del 2018 si è passati alla previsione della Commissione europea secondo cui il nostro prodotto interno lordo nel 2019 crescerà solo dello 0,2%. Allarmi su allarmi, moniti, appelli. Tra gli ultimi quelli nell’assemblea dell’Ance dell’ottobre 2019 (qui l’articolo) che all’inizio dell’anno aveva già condiviso il dato del proprio osservatorio congiunturale: persi 69 miliardi di investimenti nel settore in poco più di un decennio (leggi anche Cambia la fisionomia del comparto costruzioni: grandi assenti le opere pubbliche).

La ricostruzione di Tasca passa per la narrazione giornalistica, «non sempre improntata a una cristallina par condicio», si legge. «A cavallo tra il 2017 e il 2018 è infatti ormai chiaro che tutte le grandi imprese di costruzioni stanno attraversando una crisi mai vista. In uno scenario che certifica in maniera chiara una crisi di sistema, Condotte è però la prima vittima a subire le conseguenze del deterioramento del clima economico, come avvenne per Lehman Brothers piegata da una fuga di investitori e di banche d’affari che la lasciarono senza liquidità. La società guidata da Duccio Astaldi diventa il caso di scuola, il bersaglio da colpire, l’esempio da dare all’esterno. A questo si accompagnano le inchieste giudiziarie, che presentano all’opinione pubblica una vicenda a tinte fosche e aiutano una narrazione catastrofista».

Concorso di colpa per i ritardi sul fine lavori de La Nuvola a Roma (progetto studio Fuksas) per il tribunale di Roma, annullate le nomine dei commissari straordinari con decreto del Tar del Lazio 10 gennaio 2020 n. 44 e blocco amministrativo a cascata che coinvolge anche gli asset, tra cui Città della Salute e della Ricerca a Sesto (progetto studio Mario Cucinella Architects), per il quale si attendeva a breve la vendita.

L’influenza strategica del sistema infrastrutturale è sentita e condivisa da tutti gli attori economici. «Non sempre, però, i segnali e i messaggi lanciati dalla politica in quest’ultimo anno e mezzo sono stati univoci», si scrive nel libro che raggruppa contributi a cavallo tra il 2004 e il 2018. Si aspetta ora la configurazione definitiva del Progetto Italia dove si vogliono riunire alcuni dei maggiori player del settore. Appena annunciato il primo bond per Salini Impregilo dopo l’aumento di capitale da 600 milioni di euro per l’acquisizione di Astaldi e l’avvio del progetto i cui proventi sarebbero eventualmente utilizzati per il rifinanziamento del debito bancario attualmente esistente.

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