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Osservatorio Congiunturale ANCE. La risalita modesta e i rischi di instabilità

Costruzione in Italia, ancora crisi. Per l’ANCE l’energia è il primo volano per la ripresa

di Paola Pierotti | pubblicato: 06/07/2016
Nel 2017 le previsioni mostrano una nuova flessione dei livelli produttivi dell’1,2% in termini reali su base annua, con una riduzione del 3,6% delle opere pubbliche, del 3% della nuova edilizia residenziale e dello 0,2% nel comparto delle ristrutturazioni.
Costruzione in Italia, ancora crisi. Per l’ANCE l’energia è il primo volano per la ripresa
Nel 2017 le previsioni mostrano una nuova flessione dei livelli produttivi dell’1,2% in termini reali su base annua, con una riduzione del 3,6% delle opere pubbliche, del 3% della nuova edilizia residenziale e dello 0,2% nel comparto delle ristrutturazioni.

Dall’inizio della crisi nel settore delle costruzioni si sono persi 580mila posti di lavoro, che diventano 800mila se si considerano i settori collegati. Fuori dal mercato centomila imprese: ha cessato la propria attività il 27% delle imprese con 2-9 addetti, il 40% di quelle tra 9 e 49, il 31 di quelle con più di 50 addetti.

“Il 2016 doveva essere un anno importante di svolta. Nella Legge di Stabilità – spiega Flavio Monosilio del Centro Studi dell’ANCE – c’erano le premesse per una nuova stagione. Il riferimento è all’incremento delle risorse stanziate per nuove infrastrutture (+9,2% nel 2016 dopo -43% nel periodo 2008-2015). Ancora si aggiunga la clausola europea per gli investimenti pubblici. Si è superato il Patto di stabilità interno. Si è registrata una maggiore stabilità finanziaria su un arco temporale di medio periodo per edilizia scolastica, rischio idrogeologico, grandi infrastrutture strategiche, reti ferroviarie e stradali”. Fattori che avrebbero dovuto rilanciare gli investimenti pubblici ma “la difficoltà di un pieno utilizzo della clausola di flessibilità e l’entrata in vigore del nuovo codice – spiega l’ANCE hanno frenato bruscamente la ripresa”.

A fine 2015 le previsioni per l’anno in corso erano di un aumento dell’1% degli investimenti. “Oggi questo risultato non sembra raggiungibile e secondo le nuove stime gli investimenti in costruzione – fa sapere l’ANCE – segneranno un +0,3%, non trascurabile ma non sufficiente a creare le condizioni di un’effettiva ripresa”.

Proposta ANCE. Ecco che ANCE presenta la congiunturale dell’ultimo semestre rilanciando alcune proposte concrete che avanzano in primis “un periodo transitorio del nuovo codice degli appalti”, una rapida approvazione della modifica della legge sul pareggio di bilancio che attraverso la stabilizzazione del Patto di stabilità interno permetta agli enti locali di programmare i loro investimenti. Ancora, ANCE auspica in una messa a regime degli incentivi potenziati per la ristrutturazione edilizia e per la riqualificazione energetica, rimodulati in modo da premiare gli interventi che consentono di ottenere i migliori risultati in termini di risparmio energetico. I costruttori chiedono norme che favoriscano interventi di sostituzione edilizia che implicano demolizione e ricostruzione dell’esistente, anche con incrementi volumetrici.

Necessaria per la ripresa del settore è anche la permuta tra vecchi edifici e immobili con caratteristiche energetiche completamente rinnovate e ancora, sempre con un faro puntato sul tema energetico, ANCE chiede la proroga per un altro triennio della detrazione Irpef pari al 50% dell’Iva dovuta sull’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B in scadenza al 31 dicembre 2016.

Nel 2017 le previsioni mostrano una nuova flessione dei livelli produttivi dell’1,2% in termini reali su base annua, con una riduzione del 3,6% delle opere pubbliche, del 3% della nuova edilizia residenziale e dello 0,2% nel comparto delle ristrutturazioni.

Il punto di vista CRESME. “Se consideriamo il settore delle costruzioni integrato con prodotto immobiliare, serve lettura più ampia dei due ambiti integrati - commenta Lorenzo Bellicini del Cresme -. Teniamo presente che ci sono tanti investitori stranieri che guardano con interesse al mercato italiano, soprattutto quello non residenziale”. Per studiare il mercato Cresme ha cercato di studiare il trend delle compravendite di macchine movimento terra, in forte crescita. Ancora, “il 72% del mercato delle costruzioni secondo il Cresme riguarda le manutenzioni, ordinarie e straordinarie”. Dato non trascurabile che deve orientare l’attività delle imprese, da affiancare al dato che “la componente di impianti è preponderante nel mercato delle opere pubbliche”.

“Non si parla di costruzioni ma di ambiente costruito: costruzioni, impianti e servizio. Le imprese aggiornino il loro mestiere coniugando l’innovazione con la digitalizzazione e le opportuntà offerte dall’industrializzazione”.

Il punto di vista NOMISMA. “Non si può pensare che lo strumento incentivo sia sufficiente per promuovere la riqualificazione. Serve fare di più e non solo sul residenziale – ribadisce Luca Dondi, Nomisma – accelerando sul tema dell’energia. La riqualificazione come strategia. Le Pa devono avere capacità di visione, saper immaginare funzioni e territori. A loro il compito strategico per attivare linee guida per progetti diversi. Gli incentivi devono essere commisurati con l’efficienza garantita, se si vogliono ricalibrare, come proposto dall’ANCE”. Sui bilanci delle imprese grava il tema dell’invenduto e non può essere trascurata e, secondo Nomisma, non sarà l’immobiliare a far sollevare rapidamente il mercato delle costruzioni. 

Il punto di vista di CONFINDUSTRIA. "Non sono da trascurare gli altri rishi di instabilità politica, aggravati dall'incertezza post Brexit" spiega Luca Paolazzi del centor studi Confindustria. "La Brexit incide infatti sul canale commerciale, su quello della svalutazione della sterlina, su quello finanziario con un razionamento del credito e ancora su quello della fiducia delle famiglie e delle imprese che si ripercuote sulla propensione alla spesa". 

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