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La fotografia del Real Estate Forum 2018. Quando l’immobiliare incontra l’Information technology

Catella (Coima): il real estate diventa servizio, puntare sull’esperienza dell’intrattenimento

di Paola Pierotti | pubblicato: 27/10/2018
Milano si conferma in forte crescita: circa il 75% dei capitali oggi proviene da mercati esteri. Nei primi 9 mesi del 2018 sono stati registrati circa 2 miliardi di euro di nuovi investimenti nel mercato degli immobili commerciali in città.
Catella (Coima): il real estate diventa servizio, puntare sull’esperienza dell’intrattenimento
Milano si conferma in forte crescita: circa il 75% dei capitali oggi proviene da mercati esteri. Nei primi 9 mesi del 2018 sono stati registrati circa 2 miliardi di euro di nuovi investimenti nel mercato degli immobili commerciali in città.

“Se si vuole, l’Italia è il luogo dove fare i migliori investimenti”. Parola di Manfredi Catella fondatore e amministratore delegato di COIMA, alla settima edizione del Real Estate Forum, evento annuale promosso dalla sua società – ormai punto di riferimento per il settore immobiliare – dedicato ad approfondire gli scenari economici sia a livello domestico sia internazionale. “Bisogna interrogarsi sul real estate alternativo, considerare che la tecnologia è il fattore produttivo nell’immobiliare e ne è parte integrante. Non è una frontiera, ma è già qui ed ora. Gli investitori – continua Catella – ci sono, investono nelle città, cercano occasioni di crescita a lungo termine, offrendo soluzioni in linea con la rapida evoluzione della domanda del mercato: c’è meno spazio privato e ce n’è di più di condiviso; il real estate diventa servizio come già accade nella mobilità (Uber) piuttosto che nel turismo (Airbnb); l’intrattenimento come esperienza di comunità è un fattore cruciale; la sostenibilità è un requisito imprescindibile, e non basta garantire una certificazione; la digitalizzazione sta già cambiando l’industria dell’immobiliare”.

Crescita demografica, comportamenti socio-economici e tecnologia: si delineano i connotati di prodotti di nuova generazione. “Tredici anni fa Porta Nuova a Milano era un buco nel mercato, c’era la crisi finanziaria in atto, se non avessimo guardato al lungo periodo – racconta Catella - non saremo mai partiti con questo progetto”.
Per il direzionale oggi si parla di uffici flessibili e co-working, per l’abitare la sfida è nel co-housing, senior housing, student housing. La logisica fa i conti con i data center, il retail sperimenta luoghi che generano esperienze e si avventura in entertainment hub, il turismo cerca luoghi con un’eredità storica e tradizione, capaci di meravigliare e offrire esperienze inedite. Nella rigenerazione urbana si punta su mixed use (hybrid) e spazi pubblici condivisi.

“Allargare sempre più il centro città, incrementare il verde e l’offerta di case in affitto, migliorare la qualità dello spazio pubblico e della vita dei cittadini in tutti i quartieri. Sono gli obiettivi per la città del 2030, per cui il Comune di Milano sta investendo 1,6 miliardi di euro, soprattutto nelle periferie. Sono risorse importanti, ma hanno bisogno di essere affiancate da investimenti privati, soprattutto nelle aree della città più in difficoltà. Per questo nel Piano di Governo del Territorio prevediamo incentivi per chi investe in alcune aree accessibili che necessitano di interventi di riqualificazione, e per chi recupera gli edifici abbandonati trasformando elementi di degrado in nuovi servizi per la città”. Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica del Comune di Milano è intervenuto al Coima Real Estate Forum raccontando la visione per Milano, città in cui i protagonisti del settore come Pascal Duhamel (Head of Europe, Real Estate and Infrastructure Department, Abu Dhabi Investment Authority) e  Karim Habra (Head of Europe, Ivanhoè Cambridge, Inc.) preferiscono lavorare rispetto ad altre realtà italiane. Milano si conferma in forte crescita: circa il 75% dei capitali oggi proviene da mercati esteri (per il 24% dal Nord America, seguito dalla Francia (10%), UK (9%), Germania (8%), Asia Pacific (3%) e altri investimenti parcellizzati dalle restanti piazze finanziarie (21%).

Dall’osservatorio Coima, il mercato milanese si conferma il più attrattivo per gli investitori e primo in Italia in termini di volumi: nei primi 9 mesi del 2018 sono stati registrati circa 2 miliardi di euro di nuovi investimenti nel mercato degli immobili commerciali di Milano, in linea con il dato osservato nello stesso periodo del 2017 (circa 2,1 miliardi di euro). Con quasi 9 milioni di visitatori, Milano è la quinta città più visitata a livello europeo: una metropoli in cui hanno sede oltre 4 mila aziende multinazionali, che ha saputo generare una crescita di PIL del 6,2% nel corso degli ultimi quattro anni, contro una media nazionale del 3,6%, offrendo un reddito medio pro capite di 36,6 mila euro (superiore del 32% rispetto al valore medio italiano).

Milano fa da apripista alle altre città italiane, e anticipa tematiche che a scala internazionale sono già consolidate, invitando in questo caso specifico a promuovere il dialogo tra operatori del real estate e chi con la tecnologia sta incidendo fortemente nello sviluppo del territorio, potenziali nuovi competitor. Ecco che con i protagonisti dell’immobiliare si sono confrontati Valerio Camerano (CEO, A2A), Fabio Moioli (Direttore Enterprise Services, Microsoft Italia), Enrico Cereda (CEO, IBM), Riccardo Donadon (CEO, H-Farm) e Vincenzo Tortis (Chief Information & Digital Transformation Officer, COIMA).

Manfredi Catella che in questi giorni inaugura il grande parco della Biblioteca degli Alberi, ha raccontato al suo pubblico, italiano e internazionale, il lavoro e le sfide di Milano, ipotizzando però un’agenda per l’Italia intera, dove le principali città sono ormai connesse dall’alta velocità in un’ora e mezza (la stessa che serve per attraversare la città di Londra), dove ci sono 9 distretti turistici e 53 siti Unesco (48 culturali e 5 naturali) confermando quindi l’Italia al primo posto nel mondo per numero di luoghi di patrimonio tutelato. Il 90% degli immobili in Italia è stato costruito prima degli anni ’60 e solo a Milano (con gli scali ferroviari) ci sono 1,2 milioni di metri quadri da riconvertire: le infrastrutture fisiche sono tutte da rigenerare e l’attenzione degli investitori non può che puntare sul retrofitting.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: masterplanning; spazi pubblici
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