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Punto per punto le richieste di modifica al codice dei contratti

Dal Cnappc, la richiesta di un Fondo di rotazione con regia al Mit

di Francesca Fradelloni | pubblicato: 28/10/2020
Dal Cnappc, la richiesta di un Fondo di rotazione con regia al Mit

Lungo l’elenco degli emendamenti proposti dal Cnappc al codice dei contratti, ma l’appello rivolto alla politica è quello di introdurre un dispositivo nuovo nella prima legge finanziaria utile. «Con un Fondo di rotazione – ha dichiarato Rino La Mendola, vice presidente del Cnappc – proponiamo di finanziare gli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, che impegni, per la fase di start-up, risorse dello Stato per almeno 50 milioni di euro. A regime il fondo si autoalimenterebbe con le somme recuperate dalle amministrazioni aggiudicatrici dal finanziamento dei lavori e dai ribassi di gara. Visti gli insuccessi di precedenti fondi di rotazione, si propone un nuovo modello gestito da una cabina di regia, da costituire presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, preposta alla programmazione ed alla ripartizione delle risorse da anticipare alle stazioni appaltanti e ad indirizzare quest’ultime lungo assi di finanziamento certi. Il modello proposto punta alla restituzione delle somme, da parte delle stazioni appaltanti, entro un termine congruo per recuperare i ribassi di gara, nella fase di affidamento dei lavori (da cinque a dieci anni)».

Una proposta innovativa che si va ad aggiungere ad una serie di misure puntuali:
Programmazione opere pubbliche - L’emendamento all’articolo 21 è finalizzato a stabilire che, per la programmazione annuale di lavori di importo inferiore alle soglie comunitarie sia sufficiente uno studio di fattibilità semplificato con una stima parametrica dei lavori, in sostituzione del ben più complesso progetto di fattibilità tecnica ed economica. 

Affidamento - L’emendamento all’articolo 24 è finalizzato a stabilire che le stazioni appaltanti, almeno sino al 31 dicembre 2022, affidino prioritariamente i servizi ordinari di architettura e ingegneria ai liberi professionisti, con l’obiettivo di imprimere un’accelerazione alla ripresa dei lavori e di promuovere il rilancio delle attività libero professionali, che versano oggi in grave crisi.

Progettazione - Gli emendamenti all’articolo 23, sono finalizzati, da un lato, a stabilire con chiarezza che, quando l’intervento riguarda opere di architettura, le stazioni appaltanti adottano le procedure concorsuali e, dall’altro, a consentire, laddove necessario per accelerare le procedure, l’accorpamento della progettazione definitiva con quella esecutiva, con acquisizione dei pareri di rito sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica, purché la progettazione esecutiva contenga tutti gli elementi previsti per il livello omesso, salvaguardando la qualità della progettazione ed i corrispettivi del progettista, che devono ricomprendere le aliquote previste dal “decreto parametri” per le prestazioni da eseguire. Gli emendamenti agli articoli 152 e 154 sono invece finalizzati a stabilire in modo chiaro che, in presenza delle condizioni, le stazioni appaltanti adottano prioritariamente il concorso di progettazione a due gradi, che viene dunque rilanciato quale strumento ideale per valorizzare la professionalità dei concorrenti e per consentire alla committenza di scegliere, tra quelli ammessi al secondo grado, il miglior progetto. L’emendamento all’articolo 152 punta anche all’affidamento diretto della progettazione esecutiva al vincitore del concorso, quale elemento per chiudere la fase progettuale senza alcuna successiva gara, riducendo così, rispetto alle procedure ordinarie, i tempi per l’appalto e per l’avvio dei lavori. 

Verifica progetti e collaudo lavori - Gli emendamenti agli articoli 26 e 102, sono finalizzati a stabilire che, per i lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria: la verifica dei progetti possa più semplicemente rientrare tra le competenze del RUP, riducendo i tempi. E per la validazione del progetto, il collaudo possa essere sostituito dal certificato di regolare esecuzione, redatto dallo stesso direttore dei lavori, in modo che le opere pubbliche possano essere collaudate e rese agibili immediatamente dopo la fine dei lavori.

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In copertina: foto tratta dal profilo Facebook del CNAPPC

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