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Cento disegni di Libeskind nel Padiglione Venezia

di Paola Pierotti | pubblicato: 23/05/2014
"I disegni raffigurano un esplosivo disgregamento di forme ambigue che alternativamente evocano favelas, città futuristiche, parti meccaniche, ma anche parti del corpo umano. Libeskind prolunga tali forme nello spazio espositivo attraverso strati di vetro traslucido, creando un ambiente percettivamente continuo"
Renato Dubbini
Cento disegni di Libeskind nel Padiglione Venezia
"I disegni raffigurano un esplosivo disgregamento di forme ambigue che alternativamente evocano favelas, città futuristiche, parti meccaniche, ma anche parti del corpo umano. Libeskind prolunga tali forme nello spazio espositivo attraverso strati di vetro traslucido, creando un ambiente percettivamente continuo"
Renato Dubbini

Un centinaio di disegni inediti di Daniel Libeskind, creati a mano con la china e una miscela di fondi di caffè color seppia. E' questa la materia del Padiglione Venezia curato per la prossima edizione della Biennale di Venezia da Renato Dubbini.

"I disegni raffigurano un esplosivo disgregamento di forme ambigue che alternativamente evocano favelas, città futuristiche, parti meccaniche, ma anche parti del corpo umano. Daniel Libeskind - raccontano i promotori del progetto - prolunga tali forme nello spazio espositivo attraverso strati di vetro traslucido, creando un ambiente percettivamente continuo".

“Cerco sempre di mettermi in discussione nel costante tentativo di indagare più approfonditamente la natura dell’architettura. In questo progetto - commenta l'architetto Libeskind - usando una combinazione di disegno a mano, vetro e metallo, esploro le domande esistenziali dell’uomo contemporaneo e le questioni fondamentali dell’architettura: la forma sta scomparendo nella Techne, oppure è un’espressione permanente dell’essere umano?”.

“Sonnets in Babylon (è questo il tema dell'istallazione) è un lavoro molto impegnativo, caratterizzato da una struttura in ferro, acciaio e legno; sono presenti più di cento pannelli di vetro ed enormi quantità di ferro e alluminio. Sin dall’inizio, è risultato più facile coinvolgere per il lavoro un’azienda automobilistica piuttosto che un’azienda costruttrice convenzionale, in grado di offrire la giusta esperienza e l’approccio necessario alla realizzazione dell’installazione”, dice Lev Libeskind, CEO di Libeskind Design.

Approfondimento: il sito del Padiglione Venezia

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