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Da Nemi (Roma) a Monteverde (Avellino), storie di successo nell’anno del turismo sostenbile

Setting per una fiction e design for all, le carte vincenti dei borghi italiani

di Francesco Fantera | pubblicato: 18/12/2017
"I numeri parlano chiaro: nel 2017 il turismo rurale e nei borghi è cresciuto a tassi a due cifre"
Dario Franceschini
Setting per una fiction e design for all, le carte vincenti dei borghi italiani
"I numeri parlano chiaro: nel 2017 il turismo rurale e nei borghi è cresciuto a tassi a due cifre"
Dario Franceschini

Il 2017 si sta per chiudere e con esso l’anno dei borghi, un’iniziativa lanciata dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che ha portato con se dei risultati, se si pensa che i visitatori nei piccoli comuni, che da soli rappresentano circa il 60% del Paese, sono aumentati quest’anno del 12,5%. Il beneficio che l’attenzione e la pubblicità delle aree interne ha portato anche ai territori circostanti ai borghi è racchiuso in un dato: le zone rurali hanno visto un aumento di turisti superiore al 70%.

“I numeri parlano chiaro: nel 2017 il turismo rurale e nei borghi è cresciuto a tassi a due cifre – ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini, intervenuto all’appuntamento conclusivo dell’iniziativa sostenuta del Mibact ‘Borghi, mille destinazioni’ –. Per incentivare ancora di più questa tendenza, abbiamo appena approvato un nuovo bando per il 2018 che stanzia 20 milioni di euro al fine di promuovere il turismo nei borghi che rientrano nell’area del Programma Operativo Nazionale ‘Cultura e Sviluppo’ 2014-2020”.

Al di là dei grandi numeri e dei proclami, quali vantaggi ha portato l’iniziativa alle aree interne e ai piccoli comuni dello stivale? Monteverde in provincia di Avellino, eletto secondo borgo più bello d’Italia nel 2015, conta 780 anime e ha impostato la sua rinascita sul tema dell’accessibilità. “Nella nostra cittadina stiamo creando dei percorsi per chi ha difficoltà visive, uditive e motorie – ha sottolineato il vicesindaco del paese campano, Antonio Vella, durante il suo intervento a ‘Borghi, mille destinazioni’ –. Inoltre, vista l’importanza odierna dei supporti digitali, abbiamo creato una mappatura dei locali e dei servizi, mettendoli così a disposizione di tutti”.

Cruciale resta la questione legata alle connessioni territoriali. Se è vero, infatti, che l’unicità di questi luoghi è spesso data dalla distanza dalle principali direttrici dell’urbanizzazione, questo porta con sé anche una carenza cronica di infrastrutture di trasporto. “Tutto quello su cui stiamo lavorando rischia di essere reso vano dal problema della mobilità. Si può essere il borgo più bello del mondo, ma se un turista per raggiungere la sua destinazione deve cambiare treni, autobus o altri mezzi, difficilmente si diventa un polo con una forte capacità attrattiva – ha ribadito Vella –. È necessaria la valorizzazione di quello che si chiama mobilità lenta”.

Sull’ospitalità alternativa ha cercato il suo rilancio il Comune di Ortignano Raggiolo, 878 abitanti in provincia di Arezzo. Dal 2008, in Italia, sono stati resi disponibili 150mila alloggi attraverso il portale Airbnb, con una crescita media annuale del 99%. Questo è solo un esempio delle nuove modalità che da alcuni anni stanno cambiando il volto dell’offerta turistica ricettiva. “Il nostro è uno dei comuni più piccoli d’Italia, costruito interamente in pietra – ha dichiarato il vicesindaco Laura Corazzesi durante il suo intervento a ‘Borghi, mille destinazioni’ –. Qui è stata realizzata la prima esperienza toscana di albergo diffuso che ha portato benefici anche a chi non si occupa di turismo. Grazie alla collaborazione con diverse associazioni locali, sono state recuperate tutte le strutture del paese e così la piazza è diventata la hall della cittadina”.

Un elemento centrale del turismo esperienziale è rappresentato dalla comunità locale che si trasforma in una componente stessa dell’esperienza di viaggio, assumendo un ruolo da protagonista. “Chi arriva da noi vive la realtà diventando così un cittadino e, come tale, viene accolto. Il prodotto – ha più volte ribadito Corazzesi – è fondamentale. Per questo abbiamo puntato fortemente sui narratori di luoghi con l’obiettivo di coinvolgere artigiani e imprenditori locali”.

A Nemi, comune di circa duemila abitanti situato sui castelli romani, l’amministrazione locale ha cercato di impostare il suo sviluppo su forme alternative di turismo legate all’enogastronomia, ma non solo. “Il nostro è un piccolo paese con numerosi punti di forza – ha sostenuto il vicesindaco di Nemi, Edy Palazzi –. Anche un prodotto dell’economia semplice come sono le fragole della nostra terra, riprese anche da diversi canti popolari, da sempre rappresentano un plus per il marketing territoriale. Nonostante questo, abbiamo cercato di diversificare l’offerta per valorizzare tanti altri aspetti che erano sottovalutati, da noi in primis e quindi anche dai visitatori”.

A visitare le nostre aree interne, non sono solamente italiani, anzi. L’aumento costante dei flussi turistici provenienti dall’estero è uno dei perni su cui si imposta il ‘Piano Strategico del Turismo 2017-2022’ realizzato dal Mibact. Proprio l’esperienza di Nemi insegna come un’azione di networking, si sia rivelata un’ottima vetrina internazionale di promozione delle bellezze locali. “In seguito alla registrazione di alcune puntate di una fiction turca fra le vie della nostra cittadina, abbiamo notato un aumento nell’arrivo di pullman turistici. Analizzando la loro provenienza abbiamo scoperto come la gran parte di questi provenisse proprio dall’area mediorientale ed in particolare dalla Turchia”. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; spazi pubblici
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