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Intervista a Thierry Laroue-Pont, Presidente del Comitato esecutivo di BNP Paribas Real Estate

Bnp Paribas RE: "Le strategie immobiliari sono globali, ma le soluzioni restano locali"

di Paola Pierotti | pubblicato: 25/09/2015
"Le nostre ambizioni in Italia sono grandi, in Investment Management, in Property Development, ma anche in Property Management, con 3,6 milioni di mq di immobili commerciali attualmente gestiti, come pure in Advisory (Transaction, Consulting e Valuation)"
Thierry Laroue-Pont
Bnp Paribas RE:
"Le nostre ambizioni in Italia sono grandi, in Investment Management, in Property Development, ma anche in Property Management, con 3,6 milioni di mq di immobili commerciali attualmente gestiti, come pure in Advisory (Transaction, Consulting e Valuation)"
Thierry Laroue-Pont

Come evolve il mercato immobiliare nell’Europa dell’Ovest ?
L’evoluzione del nostro mercato è sempre fortemente legata al contesto economico. Grazie alla domanda interna, l’economia della zona Euro ha registrato un buon inizio del 2015, con una crescita dell’1% su base annua nel primo trimestre. Secondo le nostre analisi, questo incremento è destinato a perdurare nei prossimi due anni grazie a diversi fattori: il ribasso significativo del costo del petrolio, il miglioramento della competitività legata a un euro più debole, l’aumento della fiducia dovuto al Quantitative Easing della BCE e il rallentamento del ritmo di risanamento dei budget europei. Da qui alla fine del 2015, la crescita del Pil permarrà forte in Irlanda, Germania e Regno Unito e aumenterà in modo significativo in Spagna e nei Paesi Bassi. In Francia e in Italia, il ritmo di crescita dovrebbe salire.

Qual è la tendenza nel mercato degli uffici ?
I risultati del primo semestre seguono un andamento standard, totalizzando 3,4 milioni di mq in Europa dell’Ovest. Milano (-15%), «Central Paris» (-20%), Amsterdam (-35%) e Bruxelles (-42%) hanno registrato una netta flessione della loro attività di locazione, dovuta all’assenza di grandi transazioni. «Central London» (+5%), le città tedesce (+10%) e Dublino (+18%) si confermano, invece, dinamiche, superando il livello medio di assorbimento a metà anno.

La forte richiesta di prodotti di qualità nei CBD resta superiore all’offerta di immobili di nuova costruzione, rara in questi settori. Questa situazione ha contribuito ad aumentare i canoni prime di locazione nell’ultimo anno: gli aumenti più significativi si sono registrati a Londra e a Dublino. I valori di locazione sono orientati al rialzo anche a Monaco, Madrid e Amsterdam, mentre si stabilizzano nel resto delle città, eccetto Milano (-2%).

E per quanto riguarda gli investimenti ?
I grandi investitori del Medio Oriente, dell’Asia e degli Stati Uniti confermano il loro interesse per l’Europa Continentale e il Regno Unito. Il volume di investimenti nell’immobiliare commerciale nei 14 principali mercati dell’Europa dell’Ovest ha totalizzato 87,6 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2015 (annualizzato), ossia una variazione annuale del +16%. Nel primo semestre del 2015 tutti i mercati analizzati, eccetto Vienna, superano la loro media di lungo periodo e i loro precedenti record del 2007. Monaco (+57 %), Berlino (+127 %) e Milano (+374 %). I capitali investiti sono inferiori del 35% a «Central Paris» che ha registrato un secondo trimestre del 2014 molto dinamico, alimentato da transazioni di portafoglio importanti.
La performance globale dei mercati degli investimenti nelle principali città europee resta circoscritta agli immobili «core» e più liquidi, anche se si osservano maggiori transazioni su immobili che presentano un rischio più elevato. Tutti i mercati analizzati hanno registrato una riduzione compresa tra i 25 e i 85 punti base dei loro tassi di rendimento «prime» degli uffici, rispetto ai livelli del secondo trimestre del 2014. Rispetto a un miglioramento della situazione economica, il volume degli investimenti alla fine del 2015 dovrebbe rimanere stabile sui livelli del 2014 nell’Europa dell’Ovest. Gli sviluppi geopolitici potrebbero, infatti, influenzare la scelta degli investitori.

Qual è l’importanza dell’Italia all’interno di BNP Paribas Real Estate?
Siamo presenti in 37 Paesi. I nostri team operano direttamente in 16 Paesi, tra cui l’Italia, e in altri 21 Paesi attraverso la nostra rete di alleanze. Nel 2014 abbiamo realizzato il 52% del nostro fatturato a livello internazionale, ossia fuori dalla Francia, nostro Paese d’origine, contro il 46% del 2013.

Guidata da Cesare Ferrero, l’Italia è la nostra quarta sede in ordine di importanza dopo la Francia, il Regno Unito e la Germania, sia per fatturato che per numero di collaboratori. Con i suoi 200 dipendenti, è uno dei pochi Paesi dove siamo in grado di offrire tutte e 6 le nostre linee di business: Property Development, Transaction, Consulting, Valuation, Property Management e Investment Management.

E’ evidente che la forte presenza del Gruppo BNP Paribas in Italia ci permette di sviluppare la ricerca di sinergie con la Banca per gli investitori e i grandi clienti corporate. BNP Paribas è il solo istituto bancario a disporre di una divisione real estate totalmente integrata.

Oggi le strategie immobiliari sono sempre più globali, ma noi siamo convinti che le soluzioni restino locali. I nostri collaboratori mettono a disposizione dei nostri clienti la loro conoscenza approfondita dei mercati immobiliari nei quali operano che, unita alla nostra ampia rete geografica, ci permette di accompagnare i nostri clienti in tutta Europa e assisterli nei loro progetti immobiliari, sia locali che internazionali.

BNP Paribas Real Estate sta costruendo a Roma una sede molto importante per una banca del Gruppo. Come prosegue questa operazione?
Stiamo costruendo la futura sede di BNL a Roma e si tratta della nostra prima operazione di sviluppo nella Capitale italiana. L’immobile di 75.000 mq ospiterà 3.600 postazioni di lavoro. Il terreno è stato acquistato da Ferrovie dello Stato adiacente alla stazione Tiburtina e in prossimità del centro storico. Si tratta di un’ubicazione strategica per BNL, i cui collaboratori potranno raggiungere velocemente Milano e Napoli con i treni ad alta velocità e comodamente arrivare all’aeroporto di Fiumicino.

Questa nuova sede permette a BNL di riunire in un solo immobile diversi team, come quelli attualmente ospitati nell’attuale sede di via Veneto, che conta 20.000 mq ripartiti su tre immobili.

Quali sono le altre operazioni che avete in corso e in via di progettazione in Italia?
Lo sviluppo direzionale che stiamo realizzando a Roma ci ha dato l’opportunità di iniziare operazioni di sviluppo residenziale, in particolare un progetto di oltre 180 appartamenti che saranno consegnati all’inizio del 2017 e situati in un immobile liberato da BNL in Piazza Albania, nel centro storico di Roma. Il cantiere ha preso il via nel mese di settembre.
La commercializzazione di questo progetto residenziale di alta gamma, chiamato Domus Aventino, è partita sotti i migliori auspici, registrando un tasso di pre-commercializzazione dell’85%. E’ un dato eccezionale che affranca la nostra visibilità e notorietà. Siamo fieri di questo successo che dimostra la nostra competenza e la nostra capacità di comprendere le esigenze e le specificità del mercato italiano. Poniamo un’attenzione particolare alla qualità dei nostri progetti residenziali, di alto livello, sia dal punto di vista delle prestazioni che delle finiture.

La nostra missione è di essere stabilmente presenti a Roma nello sviluppo immobiliare, come sta già succedendo a Milano dal 2006. Nello sviluppo commerciale, abbiamo realizzato la sede di Richemont. Nel residenziale, abbiamo consegnato l’intera operazione Dalia (104 appartamenti) e stiamo lanciando l’operazione Mia (101 appartamenti).

Nel settore alberghiero, abbiamo già al nostro attivo un hotel a Courmayeur e un altro a Milano, in piazza della Repubblica. Questi hotel sono realizzati sotto forma di consulenza, più precisamente come development & construction manager.

Qual è la vostra strategia in Italia ?
L’attività del Gruppo in Italia è attualmente dominata dall’Investment Management e dal Property Development che hanno contribuito per il 70% al fatturato del 2014 (45% per l’Investment Management e 25% per il Property Development).

Nell’Investment Management siamo tra i principali attori italiani con quasi 6 miliardi di euro di immobili in gestione (contro 3,8 miliardi di euro del 2010). Nell’ambito della nostra linea di business internazionale dell’Investment Management, l’Italia occupa il 3° posto con il 20% degli immobili gestiti.

Al fine di consolidare la nostra presenza nel vostro Paese, dove abbiamo appena ottenuto l’accredimento AIFM da parte della Banca d’Italia, stiamo sviluppando una gamma di fondi e di servizi di gestione degli asset ”à la carte”. Ad esempio, gestiamo fondi per le città di Milano e Roma e introduciamo dei ”separate accounts” per i clienti istituzionali internazionali come Blackstone, Tristan, Colony, Starwood molto interessati al mercato italiano. In questo scenario abbiamo anche l’obiettivo di attirare gli investitori asiatici. In questo momento abbiamo acquisito mandati per l’investimento di 1,5 miliardi di euro su ogni tipologia di asset core e value added.

Come vedete le nostre ambizioni in Italia sono grandi, in Investment Management, in Property Development, ma anche in Property Management, con 3,6 milioni di mq di immobili commerciali attualmente gestiti, come pure in Advisory (Transaction, Consulting e Valuation). Per quest’ultima linea di business abbiamo lanciato un piano di sviluppo che prevede un forte incremento dei nostri team di Investment e Letting and Sales, con una previsione di crescita del fatturato nell’ordine del 30% nel 2016, rispetto al 2015.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: uffici
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