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HqTiburtina | Zucchi: "L’edificio 5+1AA affronta con perizia il dialogo tra le scale percettive e le dimensioni esistenziali che un ufficio contemporaneo deve avere"

Il nuovo come metamorfosi. C’è anche l’headquarter Bnp Paribas tra gli Innesti della Biennale

di Paola Pierotti | pubblicato: 16/06/2014
“Bnp Paribas è un committente esemplare proprio per la capacità di generare programmi e obiettivi chiari, di scegliere progettisti e procedure atti a risolvere al meglio ogni caso specifico, e di indirizzare e interagire con il team progettuale lungo tutto il percorso. La qualità finale dei progetti già realizzati attesta non solo la giustezza delle scelte iniziali, ma anche la capacità di agire sul progetto in maniera corretta, al contempo rispettosa e interattiva”
Cino Zucchi
Il nuovo come metamorfosi. C’è anche l’headquarter Bnp Paribas tra gli Innesti della Biennale
“Bnp Paribas è un committente esemplare proprio per la capacità di generare programmi e obiettivi chiari, di scegliere progettisti e procedure atti a risolvere al meglio ogni caso specifico, e di indirizzare e interagire con il team progettuale lungo tutto il percorso. La qualità finale dei progetti già realizzati attesta non solo la giustezza delle scelte iniziali, ma anche la capacità di agire sul progetto in maniera corretta, al contempo rispettosa e interattiva”
Cino Zucchi

“La chiave che ho scelto per descrivere la particolare via con cui l'Italia ha affrontato il rapporto tra la risposta alle nuove domande (e potenzialità) della vita moderna e la conservazione del suo territorio stratificato è contenuta nel titolo del padiglione Italia 2014, "Innesti". Questa modalità di azione – spiega Cino Zucchi, curatore del Padiglione Italia alla 14 Mostra Internazionale di Architettura di Venezia - dove la situazione esistente viene al contempo interpretata e trasformata, è evidente in molte architetture moderne inserite con sensibilità nei tessuti storici delle città italiane; ma anche e soprattutto nei luoghi di "interfaccia" tra realtà diverse, che il progetto con la sua presenza riesce a fare dialogare. È il caso del bellissimo progetto di 5+1AA per la sede romana di Bnp Paribas nei pressi della nuova stazione Tiburtina, che affronta con perizia il dialogo tra le varie scale percettive e le varie dimensioni esistenziali che un ufficio contemporaneo deve avere”.

Nell’edizione del 2014 (giugno-novembre), nell’ambito della Biennale diretta da Rem Koolhaas il Padiglione Italia curato da Cino Zucchi “è fondato sull'osservazione di un Paese dove ogni atto progettuale si confronta con un territorio così antropizzato, un fatto umano così stratificato, tale da rendere pressoché impossibile la concezione di un edificio come oggetto autonomo".

Zucchi ha scelto il tema degli 'Innesti' per descrivere l'architettura contemporanea italiana. Ha selezionato 85 architetture da Nord a Sud: case, fabbriche, spazi per la cultura. Gran parte dei progetti sono costruiti ma tra le architetture in cantiere - mostrate a Venezia con grandi rendering che sembrano ricostruire un paesaggio immaginario, un mix di casi-scuola da tenere sotto osservazione - c'è anche la maxi-operazione immobiliare promossa da Bnp Paribas nella capitale. Sarà la sede unica di Bnl nella capitale, è il primo edificio ad essere realizzato per ripagare la stazione ferroviaria costruita a sbalzo, architettura privata con ricadute dirette sulla città consolidata.

Il progetto per la sede direzionale si inserisce in un contesto unico in quanto la natura del contesto è una stratificazione di infrastrutture che da elemento di separazione tra due significative aree urbane della città di Roma, grazie alla nuova stazione per l’alta velocità, assume un nuovo ruolo non solo di servizio ma di luogo urbano.

La nuova sede per uffici è stata progettata per dialogare con l’attiguo complesso della stazione Tiburtina che tra i suoi tratti principali si caratterizza per dimensione e orizzontalità. "Un dialogo fatto di rimandi ora prospettici alle differenti quote della stazione, ora di ruolo (la stratificazione orizzontale) nel nuovo paesaggio urbano - dicono gli architetti -. L’obiettivo che ci siamo proposti è di rispondere alle esigenze funzionali con un edificio che sia in grado, nella sua autonomia e identità, di appartenere al contesto urbano della stazione, ed allo stesso tempo poter essere rappresentativo per la città di Roma nonchè per il suo utilizzatore".

“Antonio Averulino detto il Filarete, visionario autore della grande "macchina per guarire" dell'Ospedale Maggiore di Milano, diceva che l'architettura è il frutto di un rapporto tra due genitori, il committente (il padre) e l'architetto (la madre). Al di là dei ruoli di genere, peraltro oggi in continua trasformazione – continua Cino Zucchi descrivendo il ruolo della committenza nel successo di un’opera -, il carattere più astratto dell'apporto del committente e quello più "carnale" o spaziale di quello dell'architetto si uniscono nel generare le trasformazioni urbane nel tempo”. Per Cino Zucchi (che come progettista ha lavorato con Bnp Paribas) “l’azienda guidata in Italia da Cesare Ferrero - dice - è in questo senso un committente esemplare proprio per la capacità di generare programmi e obiettivi chiari, di scegliere progettisti e procedure atti a risolvere al meglio ogni caso specifico, e di indirizzare e interagire con il team progettuale lungo tutto il percorso. La qualità finale dei progetti già realizzati attesta non solo la giustezza delle scelte iniziali, ma anche la capacità di agire sul progetto in maniera corretta, al contempo rispettosa e interattiva”.

#HqTiburtina

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: commerciale; cultura; uffici
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