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Incarico assegnato attraverso un concorso al team guidato da Fhecor Ingenieros Consultores

Ingegneria, architettura e paesaggio a Belluno, la sintesi in un ponte firmato Campo Baeza

di Paola Pierotti | pubblicato: 10/06/2020
Un ponte «rispettoso del contesto storico e naturale», senza elementi vistosi o interferenze con l'alveo del fiume; una struttura però che non vuole passare inosservata, con un unico appoggio inclinato e architettonicamente all'avanguardia. 
Ingegneria, architettura e paesaggio a Belluno, la sintesi in un ponte firmato Campo Baeza
Un ponte «rispettoso del contesto storico e naturale», senza elementi vistosi o interferenze con l'alveo del fiume; una struttura però che non vuole passare inosservata, con un unico appoggio inclinato e architettonicamente all'avanguardia. 

Gli ingegneri dello studio Fhecor Ingenieros Consultores con gli architetti dell’Estudio de Arquitectura Campo Baeza si sono aggiudicati il concorso per un nuovo ponte sul Piave, in sostituzione del ponte bailey di Lambioi. Sono loro i vincitori tra i 25 team candidati, con proposte locali, da varie regioni italiane e altre voci internazionali compresa una della Pennsylvania, negli Stati Uniti.

«La commissione ha apprezzato la proposta progettuale per la capacità di sintesi tra soluzione strutturale e forma architettonica in relazione al paesaggio. Si è ritenuta positiva – si legge come motivazione del riconoscimento – la scelta di attraversare il fiume senza elementi in alveo, aspetto che garantisce la sicurezza idraulica. Positivo il lavoro di interpretazione e di ridisegno delle sponde capace di potenziare i sistemi connettivi tra il fiume e la città, elementi sui quali il progetto dovrà garantire un approfondimento in fase esecutiva».

Il ponte sarà largo complessivamente 14 metri e sarà dotato di due marciapiedi; quello sul lato destro, più ampio, sarà aperto anche al transito ciclabile, mentre sull'altro versante potranno circolare solamente i pedoni. Il nuovo ponte sorgerà a una distanza minima dal bailey già esistente, così da minimizzare le modifiche alla viabilità e da mantenere inalterato il traffico durante la costruzione, mantenendo allo stesso tempo un'adeguata distanza dal «nobile e monumentale» Ponte della Vittoria: «Solo una volta completato il nuovo ponte, si procederà alla rimozione del bailey», spiega Leonardo Todisco, ingegnere di Fhecor.

Un ponte «rispettoso del contesto storico e naturale», senza elementi vistosi o interferenze con l'alveo del fiume; una struttura però che non vuole passare inosservata, con un unico appoggio inclinato e architettonicamente all'avanguardia. 

L'illuminazione del ponte sarà garantita da fasci di luce LED continui, situati nelle anime laterali e nelle barriere per garantire un'adeguata illuminazione tanto della carreggiata quanto dei marciapiedi.

Sulla sponda destra del Piave, ci si propone di realizzare un percorso che unisca il Ponte della Vittoria al parcheggio di Lambioi, mentre sulla sponda sinistra si creerà una nuova zona di sosta, connessa con il Ponte della Vittoria e con la spiaggia di ghiaia anche con la costruzione di una scala di accesso e di un punto belvedere, creando così una «zona giardini non inondabile». Lo scopo è quello di riqualificare anche queste due aree, permettendo loro di diventare parte integrante e viva della città. 

«Il progetto vincitore – ha commentato Franco Frison, assessore all’Urbanistica del Comune di Belluno – ha il pregio di spingersi oltre il disegno del ponte e di coinvolgere la sponda sinistra del Piave in una progettazione paesaggistica molto estesa, ricreando una connessione fisica fondamentale con il fiume, cosa che in destra Piave la presenza dell'argine ha impedito. Lo skyline del nuovo ponte è elegante e si inserisce nel contesto con il minimo impatto paesaggistico, in modo rispettoso dei luoghi».

Entro il 30 settembre, dovrà essere formalizzato l'incarico ai progettisti per la redazione del progetto esecutivo definitivo. La data di fine settembre è vincolata alle tempistiche indicate dalle norme per l'accesso ai fondi statali per la ricostruzione post Vaia. Il costo stimato del progetto complessivo è di 5,6 milioni, risorse che verranno ricercate appunto nei fondi “post Vaia”, con l’auspicio da parte del comune di Belluno di avere l'opera completa per la fine del 2023, quando cioè scade l'attuale proroga per il ponte bailey.

«C'è grande soddisfazione per questo risultato di grande prospettiva per la città - commenta il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro – Ci sono due aspetti politici che tengo a sottolineare: da un lato, la grande collaborazione tra Comune di Belluno e Regione Veneto, che ha portato all'inserimento della progettazione del nuovo ponte sul Piave tra le opere strategiche di resilienza di protezione civile. Questo ha portato a un finanziamento regionale che, unito a quello comunale, ha consentito di arrivare alla progettazione, necessaria e fondamentale, e mi auguro che questa collaborazione continui poi anche con l'inserimento della realizzazione di quest'opera tra i progetti da inserire, da parte della Regione, nella progettazione post Vaia, per la quale sono a disposizione dei fondi statali. Il secondo aspetto – continua Massaro – è l'essere riusciti ad abbinare a una progettazione di altissimo livello, già raggiunta per altre opere di rigenerazione urbana come la scuola Gabelli o il Piazzale della Stazione, la riqualificazione dell'asta del Piave, uno dei punti fermi di questa amministrazione». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; spazi pubblici
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