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Coronavirus. Il Presidente Luca Guffanti: Decisione difficile che coinvolge 300mila addetti

In Lombardia, pronti a fermare i cantieri, ma senza precipitare nell’emergenza economica

di Paola Pierotti | pubblicato: 11/03/2020
“Si tratta di una decisione difficile, per un settore che con i suoi 300mila addetti nella sola Lombardia è fondamentale per la ripresa economica della nostra Regione, ma rappresenta un atto di responsabilità che dobbiamo assumere per tutelare il bene primario della salute dei nostri lavoratori e dei cittadini lombardi”
Luca Guffanti
In Lombardia, pronti a fermare i cantieri, ma senza precipitare nell’emergenza economica
“Si tratta di una decisione difficile, per un settore che con i suoi 300mila addetti nella sola Lombardia è fondamentale per la ripresa economica della nostra Regione, ma rappresenta un atto di responsabilità che dobbiamo assumere per tutelare il bene primario della salute dei nostri lavoratori e dei cittadini lombardi”
Luca Guffanti

Il Presidente di ANCE Lombardia, Luca Guffanti, ha comunicato al Governatore Attilio Fontana e all’Assessore Giulio Gallera la disponibilità delle imprese di costruzione lombarde a sospendere le attività, al fine di contrastare la diffusione del Covid–19. “Si tratta di una decisione difficile, per un settore che con i suoi 300mila addetti nella sola Lombardia è fondamentale per la ripresa economica della nostra Regione, ma rappresenta un atto di responsabilità che dobbiamo assumere per tutelare il bene primario della salute dei nostri lavoratori e dei cittadini lombardi” afferma Luca Guffanti.

“I dati che la Regione sta registrando in queste ore – continua il Presidente di Ance Lombardia – ci hanno indotto a riflettere sull’urgenza di renderci disponibili a sospendere le attività dei nostri cantieri, con l'obiettivo di contenere anche i tempi di questa emergenza sanitaria. Nonostante le difficoltà in cui versa il settore da diversi anni – commenta - e alle quali sino ad oggi non sono state contrapposte le opportune iniziative di stimolo alla crescita economica, siamo pronti a collaborare con tutte le Istituzioni coinvolte, alla redazione di un provvedimento che assieme alla sospensione delle attività preveda però l’introduzione contestuale delle misure necessarie alle nostre imprese per superare questo periodo di forzata inattività, affinchè all’emergenza sanitaria non si affianchi un’emergenza economica”.

Già nelle scorse settimane ANCE Lombardia ha individuato una serie di proposte che prevedono l’estensione all’area regionale di tutti gli strumenti di sostegno per le imprese e i lavoratori del settore già previste per le ex “zone rosse”, compresi quindi gli ammortizzatori sociali, il differimento dei termini degli adempimenti tributari e contributivi, le scadenze contrattuali, nonché il posticipo per un periodo adeguato di tutte le scadenze di rimborso dei prestiti bancari contratti dalle aziende edili che, a seguito delle doverose misure restrittive di questi giorni, subiranno considerevoli contrazioni dei flussi di cassa.

“Siamo tutti chiamati ad un impegno responsabile – ha commentato Marco Dettori, presidente di Assimpreil - ma nella lettera abbiamo chiesto che siano messe in campo tutte le azioni concrete, necessarie e possibili per sostenere le imprese che dovessero sospendere l’attività lavorativa nei nostri cantieri, per decisione volontaria o per Decreto. Siamo imprenditori e come tali siamo chiamati ogni giorno a superare difficoltà di ogni genere. Oggi dobbiamo farci carico della tutela del nostro futuro, delle nostre aziende, della salute e del benessere diffuso, per quanto ci compete”.

Sulla stessa linea i sindacati. “Non c’è una reale convenienza a tenere aperto oggi un cantiere, sapendo che ci sono fornitori che non riescono a tenere il passo. È sicuramente meglio attendere e soprattutto – dichiara Enrico Vizza, FenealUil Lombardia – va messa la salute al primo posto. La salute è sicurezza, riguarda le imprese e prima di tutto, oggi, i lavoratori.  Sicuramente ci aspettiamo risposte concrete da parte delle istituzioni, con cui vogliamo dialogare come parti sociali per individuare gli strumenti adatti a garanzia di imprese e lavoratori. Il virus è contagioso – aggiunge – e di fermarsi lo chiedono gli stessi lavoratori”.

Nel frattempo, a scala nazionale, è stato diramato un comunicato congiunto dalle organizzazioni datoriali del settore (Ance, Alleanza delle cooperative, Anaepa Confartigianato, Casartigiani, Claai, Cna costruzioni e Confapi Aniem) con alcuni interventi prioritari per garantire la sopravvivenza del settore già gravato da una crisi decennale. Quattro le azioni prioritarie (e immediate): ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso. Sospensione di tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali e assistenziali in scadenza. Garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva di tutti i debiti a sostegno della liquidità delle imprese, ma anche con l’attivazione immediata, entro marzo, e ampliamento del raggio di azione della sezione edilizia del Fondo di garanzia Pmi, bloccata da quasi un anno. Ove sia possibile proseguire le attività in piena sicurezza e comunque assicurando l’ordinato svolgimento dei lavori, garantire pagamenti immediati, per gli appalti pubblici in corso di esecuzione, fino alla cessazione dello stato di emergenza con obbligo di adozione mensile di Stato di Avanzamento Lavori (Sal), e immediata partenza dei lavori già aggiudicati.

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