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Una nuova scuola per Valeggio sul Mincio. Da dove si parte? Quali strumenti per realizzarla?

“In luoghi migliori, si impara meglio”, ecco la ricetta di Cucinella per una scuola di qualità

di Redazione PPANthebrief | pubblicato: 19/03/2018
"Ci sono alcuni elementi fondamentali da tenere in considerazione per realizzare un edificio di qualità e spesso è difficile trovarli nelle strutture esistenti. Parliamo di luce, design, colori e materiali"
Mario Cucinella
“In luoghi migliori, si impara meglio”, ecco la ricetta di Cucinella per una scuola di qualità
"Ci sono alcuni elementi fondamentali da tenere in considerazione per realizzare un edificio di qualità e spesso è difficile trovarli nelle strutture esistenti. Parliamo di luce, design, colori e materiali"
Mario Cucinella

Ripensare l’edilizia scolastica mettendo al centro la necessità di nuovi spazi per la didattica innovativa. Open space, aule multifunzionali, luoghi di aggregazione, giardini, aree per la comunità: “la scuola di domani - secondo l’architetto Mario Cucinella, fondatore dello studio Mario Cucinella Architects - sarà qualcosa di profondamente diverso dalle strutture che siamo stati abituati a vedere fino ad oggi”. Il professionista è intervenuto sul tema il 16 febbraio 2018 in occasione del primo di tre incontri con la cittadinanza, promossi dal Comune di Valeggio sul Mincio. L’evento si inserisce nell’ambito del progetto Valore Valeggio, un percorso di comunicazione e sensibilizzazione finalizzato alla costruzione di un nuovo polo scolastico che raggrupperà in unica area la nuova scuola elementare, che andrà a sostituire la Carlo Collodi, e l’esistente istituto della scuola media Jacopo Foroni, con relativi spazi per attività sportive, laboratoriali ed extra didattiche. “Avere diverse classi suddivise in più strutture sta creando numerose problematiche sul fronte organizzativo - ha dichiarato il sindaco del Comune di Valeggio sul Mincio, Angelo Tosoni - e anche per questo siamo convinti che avere tutti i ragazzi all’interno di un unico polo sia la soluzione migliore per impostare un progetto pedagogico che guarda al futuro”.

In generale, le strutture di oggi presentano aule inadeguate, spazi piccoli e pensati per uno progetto formativo non attuale, poco adatte ad accogliere le esigenze educative di domani. “Negli ultimi 30 anni c’è stato un cambiamento storico nelle scuole - ha spiegato Cucinella - e la didattica ha subito importanti stravolgimenti. Molti edifici attuali sono stati realizzati alla fine del ‘900, intorno agli anni ‘70, e poi si è fermato il processo di costruzione. Oggi si deve colmare un ampio gap, tra le strutture che ospitano gli studenti e la necessità di spazi flessibili per laboratori specialistici, spazi di contaminazione, e proposte extra scolastiche”. 

Ma da cosa dipende la buona progettazione di una scuola? “Ci sono alcuni elementi fondamentali da tenere in considerazione per realizzare un edificio di qualità - ha continuato Cucinella - e spesso è difficile trovarli nelle strutture esistenti. Parliamo di luce, design, colori e materiali. Non abbiamo bisogno di scuole grigie. In uno spazio ben pensato, che assicura un buon livello di comfort anche grazie ai sistemi di riscaldamento e ventilazione per esempio, il livello di apprendimento sarà superiore, perché in spazi migliori si impara meglio, ed è questa filosofia che deve guidare la progettazione delle nuove architetture”.

Innovazione e sostenibilità sono alcuni tra i valori portati avanti nei progetti di edilizia scolastica dell’architetto bolognese, autore tra le molte opere anche dell’asilo nido di Guastalla, cittadina in provincia di Reggio Emilia. Un edificio che nasce da un concorso pubblico indetto dal Comune per realizzare una struttura che doveva sostituire due scuole gravemente danneggiate dal sisma del 2012. Un volume che si estende su un unico livello, la cui forma si ispira al ventre di una balena, composto da 50 portali in legno intervallati da ampie vetrate. “Abbiamo pensato l'asilo con questa forma - ha raccontato il progettista - per dare un’idea di protezione al bambino, per farlo sentire in un luogo magico, diverso da casa, che richiama con il ritmo dei pannelli di legno il paesaggio esterno, e in particolare i pioppi che si trovano lungo le strade della pianura emiliana”. Tempo record per il cantiere, portato a termine in soli 8 mesi. 

Fondamentale per l’architetto la presenza del verde all’interno di un progetto di edilizia scolastica. “Il giardino non è solo un’esperienza sensoriale per il bambino ma anche un orologio, che segna il tempo attraverso le stagioni. Dobbiamo fare un passo avanti ed entrare nella logica che la scuola è anche un luogo di emozioni” ha commentato Cucinella. E per quanto riguarda le performance dice “l’edificio deve essere sicuro, punto, sia a livello antisismico che ambientale”. 
E ancora, tra gli altri elementi nella “ricetta” del progetto di qualità, Cucinella inserisce anche la partecipazione della comunità alla creazione dei nuovi spazi. “Le scuole devono nascere da un dialogo con insegnanti, genitori e ragazzi. Quando l’edificio è terminato, se il processo di costruzione è stato condiviso, la popolazione lo riconosce come patrimonio di tutti, in grado di rispondere ai bisogni della cittadinanza”. 

Non più solo luoghi per la didattica quindi ma anche per la comunità, come previsto dalle linee guida del Miur. “La scuola deve essere un’opportunità per rimanere sul territorio, un ambiente sicuro da prendere come riferimento anche in caso di calamità, come il terremoto. Non solo. Deve essere anche in grado di accogliere gli studenti dopo la scuola. Parlando con i ragazzi infatti, emerge una volontà di rimanere all’interno delle strutture anche dopo l’orario scolastico, per poter stare insieme agli amici. I processi partecipativi - ha aggiunto infine l’architetto - sono faticosi perché richiedono tempo per il dialogo e devono essere affrontati con un’idea di reciprocità”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tag: città; cultura; spazi pubblici
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